Ogni giorno, in ogni istante, sotto ogni strato della nostra consapevolezza, si annida il pensiero: “Sono questo o quel tipo di persona, un individuo illuso, impuro.” Poco importa se abbiamo convinzioni religiose o meno, tutti coltiviamo una sorta di idea di chi e cosa siamo. Consciamente o inconsciamente, applichiamo questa stessa proiezione anche a tutti coloro che ci circondano: le altre persone, gli altri esseri senzienti. Questa concezione errata permea qualsiasi cosa vediamo; è il cuore della nostra nevrosi fondamentale, della nostra radicata malattia mentale.
Quando pratichiamo il guru yoga, viviamo una breve esperienza di un’immagine vivente e unificata di noi stessi e degli altri. Attraverso quella esperienza, e apprendendo l’essenza del guru, possiamo gradualmente trascendere le nostre relazioni ordinarie con gli altri; possiamo superare i nostri concetti mentali errati e nevrotici e l’atmosfera che essi creano dentro e intorno a noi.
Siamo costantemente circondati da esseri viventi, incessantemente coinvolti in interazioni e relazioni reciproche
La maggior parte dei problemi dell’umanità nasce proprio da queste interazioni, a causa delle nostre concezioni errate e ordinarie e delle vibrazioni che proiettiamo sugli altri. Dal nostro stato nevrotico e agitato, tendiamo a vederli come semplici oggetti dei sensi, da cui cerchiamo di ottenere gratificazione per i nostri attaccamenti, anziché relazionarci con loro in modo semplice, rispettoso e positivo.
Tuttavia è possibile trascendere una visione così ordinaria trasformando tutti gli esseri senzienti nella forma di Vajrapani. In questo modo, la mente si energizza automaticamente con un’attitudine di amorevole gentilezza e saggezza e ogni volta che incontriamo un’altra persona, la saggezza si risveglia, portando a un maggiore controllo della mente e a una gioia beata.
Lo scopo della pratica del guru yoga e del metodo yoga di Vajrapani è liberare tutta l’energia impura, depressa e insoddisfatta che è in noi, visualizzando e realizzando una visione trascendentale
Il modo specifico in cui pratichiamo lo yoga di Vajrapani – il processo di dissoluzione, immersione, unificazione – ci permette di purificare la mente dualistica e di scoprire una totale unità. Questo è il suo scopo profondo. La nostra esistenza ordinaria è radicata nella separazione. Tutto è frammentato a causa delle nostre concezioni errate ed esagerate. Anche se siamo disconnessi e viviamo nel mondo delle nostre proiezioni, abbiamo la forte impressione di esserne completamente pervasi, ma sensazione deve essere rilasciata.
È un fatto. Molte volte, le nostre proiezioni sono completamente irreali, inesistenti, ma poiché ci crediamo, le viviamo come se fossero verità. Un esempio calzante: a volte, quando avete paura e vi sentite insicuri, magari in un luogo buio, vi immaginate di vedere qualcosa. Pensate: “Forse c’è qualcuno”. Guardate nel buio un cespuglio e vedete qualcosa muoversi. In realtà non c’è niente, eppure siete certi di aver visto qualcosa. Qualcosa che sembra essere lì e vi appare reale, anche se non lo è. Le cose stanno esattamente così.
Un altro esempio è quando non facciamo che pensare in noi ci sia qualcosa che non va e ci ripetiamo: “Mi fa male qui, sento un dolore là”. Anche se in realtà non c’è niente di sbagliato in tutti quei punti, molto presto inizierete realmente a sentire un fastidio, proprio perché date credito alle vostre proiezioni.
Per questo è di vitale importanza realizzare un riconoscimento unitario, e che vada oltre la realtà materiale, di noi stessi e degli altri come divinità
È così che alleniamo la nostra mente a percepire la realtà positivamente, senza le nostre usuali vibrazioni irrequiete e negative. Fin dall’inizio del ritiro, tutti gli studenti dovrebbero vedersi nella visione del corpo radiante e arcobaleno di Vajrapani. Meditate e siatene consapevoli il più possibile, in ogni momento. Osservate attentamente. Se riuscite a farlo, il vostro ritiro diventerà un processo trascendente. Inoltre, recitate continuamente il mantra di Vajrapani: Om Vajrapani Hum. La recitazione del mantra è fondamentale poiché possiede un’energia tale da condurre la vostra mente alla concentrazione univoca.
Ogni energia esistente ha una sua vibrazione, che può essere positiva o negativa. Potete percepirla. Le nostre menti negative, egoistiche e illuse possono trasmettere le loro vibrazioni negative anche negli oggetti materiali. Tuttavia, il mantra non può essere influenzato da una mente illusa. Il mantra possiede una sua purezza intrinseca; è puro fin dall’origine.
Non è necessario essere seduti per recitare il mantra. Potete recitarlo quando camminate, ovunque andiate o qualunque cosa facciate, persino in bagno o mentre fate la spesa al supermercato. Non è necessario ostentare grandezza; agite semplicemente con naturalezza. Non dovete nemmeno recitarlo a voce alta, potete recitarlo mentalmente.
Integrando la vostra mente nella concentrazione su un singolo punto, il mantra vi dà energia e pace, beatitudine e gioia. Il mantra di Vajrapani è l’energia potente di tutti gli esseri supremi trasformata in mantra. Il mantra di Vajrapani è Vajrapani. Può curare qualsiasi malattia, ma per questo hai bisogno di forza, meditazione e del potere dell’ispirazione. È davvero possibile!
Tradotto da Recognizing Vajrapani
Vajrapani: Il simbolo della potenza illuminata
(approfondimento a cura di Nalanda Edizioni)
Vajrapani (dal Sanscrito, “colui che tiene il vajra in mano”) è una figura di grande importanza nel Buddismo Mahayana e Vajrayana. Non è un essere umano, ma un bodhisattva, ovvero un essere illuminato che ha scelto di rimanere nell’esistenza ciclica (samsara) per aiutare tutti gli altri esseri senzienti a raggiungere l’illuminazione, anziché entrare nel nirvana a proprio beneficio.
Spesso è raffigurato come uno dei tre principali bodhisattva protettori del Buddha, ognuno dei quali incarna una delle virtù fondamentali dell’illuminazione:
- Manjushri rappresenta la saggezza di tutti i Buddha.
- Avalokiteshvara rappresenta l’immensa compassione di tutti i Buddha.
- Vajrapani rappresenta la potenza, la forza e l’energia illuminata di tutti i Buddha.
Insieme, formano una triade che simboleggia le qualità essenziali per il percorso spirituale.
Il suo nome deriva dal vajra, un simbolo che Vajrapani tiene in mano. Il vajra (spesso tradotto come “fulmine” o “diamante”) è uno strumento rituale e un potente simbolo nel Vajrayana. Esso rappresenta:
- Indistruttibilità: Come un diamante, è invincibile e indistruttibile.
- Chiarezza e pura realtà: Come un fulmine, dissolve l’ignoranza e le illusioni con la sua luce accecante di saggezza.
- Forza inflessibile: La determinazione incrollabile nel seguire il sentiero del Dharma.
Vajrapani è frequentemente raffigurato in una forma irata o fiera, con un’espressione determinata, muscolosa, spesso circondato da un’aura di fiamme
È importante capire che questa “ira” non è espressione di rabbia od odio, piuttosto di una feroce energia e determinazione senza compromessi, necessaria per:
- Sconfiggere l’ignoranza (avidya) e le afflizioni mentali.
- Superare gli ostacoli interni ed esterni al progresso spirituale.
- Proteggere il Dharma (gli insegnamenti del Buddha) dalle forze negative.
È il protettore degli insegnamenti tantrici e della pratica spirituale.
Vajrapani è venerato e invocato per le sue qualità protettive. La pratica associata a Vajrapani, come la recitazione del suo mantra (OM VAJRAPANI HUM), mira a:
- Infondere coraggio e forza interiore.
- Rimuovere le energie negative e gli impedimenti.
- Purificare la mente e dissipare le paure.
- Sviluppare una determinazione incrollabile sul sentiero spirituale.
- Proteggere i praticanti e gli insegnamenti.






