Lama Zopa Rinpoce ha tradotto, e spiegato come segue, questa Preghiera per la Pace del grande yogi Thang Tong Gyalpo in occasione degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 al World Trade Center di New York e al Pentagono di Washington. Oggi è quanto mai necessaria.
Durante un’interminabile guerra nel Kham, in Tibet, nessuno riusciva a riportare la pace. Allora, il Grande Signore Yogi (Thang Tong Gyalpo) si recò in quella regione, generò la bodhicitta e, semplicemente pronunciando queste parole e spargendo fiori, tutte le menti malvagie (gelosia e rabbia) furono completamente pacificate e ogni conflitto cessò. I raccolti tornarono a essere rigogliosi e così via. Il paese divenne propizio e pacifico. Questa è la parola vajra benedetta.
Questa è una delle preghiere del Grande Yogi Tantrico Thang Tong Gyalpo; le altre che compose servivano a fermare la carestia e le epidemie
Sua Santità Chobgye Trichen Rinpoce, che è un guru di Sua Santità il Dalai Lama (Sua Santità ha ricevuto da lui gli insegnamenti e le iniziazioni Sakya Lam Dre, incluso la Dorje Phurba) e anche uno dei principali maestri di Sua Santità Sakya Trizin, fu invitato in una parte del Nepal dal Governo nepalese. Ho verificato cosa potesse essere più benefico per loro e quale preghiera fosse la più efficace per aiutarli. È emerso che la miglior pratica da fare erano queste tre preghiere composte da Thang Tong Gyalpo. Così ho deciso di darne la trasmissione orale. È così che ho scoperto queste preghiere e ho ricevuto la trasmissione orale da Sua Santità Chobgye Trichen Rinpoche.
Per tutti i meriti derivanti dal rendere disponibile questa traduzione, possa ovunque si trovi questo testo (in qualsiasi Paese) e dal leggerla far sì che il cuore di tutte le persone sia colmo di amorevole gentilezza, bodhicitta e del pensiero di beneficiare e non nuocere. Possa sorgere il sole della pace e della felicità e possano le guerre in corso cessare immediatamente. Possa esserci armonia, pace e non ci sia mai più guerra o violenza.
OM MANI PADME HUM
O Grande Amorevole Vittorioso (Buddha Maitreya),
Trascendente Sublime, Occhio Compassionevole che Osserva,
Hayagriva Vittorioso e Furente,
Tara (Jetsun) Pura e Perfetta, e così via,
il solo udire i vostri santi nomi ogni pericolo annulla.
O rifugi di pura compassione, vi prego, ascoltate!Quando gli esseri senzienti, in tempi di contesa e cinque degenerazioni,
dall’esplosione del vasto oceano di karma malvagio e gelosia,
sono tormentati dall’intensa sofferenza di lotte e discordie,
vi prego, prosciugate tutto ciò col potere della saggezza e della compassione trascendenti.Facendo cadere grandi piogge del nettare di amorevole gentilezza
sugli esseri migratori che infiammano il rogo dell’odio,
vi prego, concedete le vostre benedizioni affinché si riconoscano come padre e madre,
e poi accrescete felicità e buon auspicio.Che le moltitudini di spiriti malvagi e viziosi,
che entrano nel continuum mentale
e lo o mutano all’istante in mente di asura,
d’ora in poi mai più corrano in questa terra.Chiedo che anche tutti gli esseri senzienti morti in guerra
abbandonino da quel momento ogni karma malvagio, causa ed effetto,
e poi, entrati e nati nel Campo Beato (Terra Pura di Amitabha),
conducano tutti gli altri a quella Terra Pura.Vi prego, benedite tutti coloro che nascono e muoiono (esseri samsarici)
Affinché abbiano lunga vita, nessuna malattia e, per placare ogni contesa e lotta,
godano delle dieci virtù, abbiano piogge al momento giusto, sempre buoni raccolti,
e affinché ogni luogo e abitante sia propizio e prosperi.Per la realtà ultima, pura per natura,
per i fenomeni che hanno realtà ultima, causa ed effetto sono irrinunciabili,
e per la compassione del Guru, della Divinità Sigillo Mentale e dei Rari Esseri Sublimi,
che queste pure e vaste preghiere siano esaudite.
Chi era Thang Tong Gyalpo
Conosciuto con epiteti evocativi come “Costruttore di Ponti di Ferro” (Chazampa) per le sue prodezze ingegneristiche, “Leonardo da Vinci dell’Himalaya” per la sua versatilità, e “Re dei Campi Vuoti” per la sua profonda comprensione della vacuità, chiamato persino il “Pazzo del Villaggio Vuoto” (Lungton Nyonpa) per il suo approccio non convenzionale alla vita e la sua audacia, Thang Tong Gyalpo nacque nel 1385 d.C., nell’anno del bue di legno, a Ölpa Lhartse nello Tsang, un’area che corrisponde all’odierna contea di Ngamring in Tibet.
Le cronache lo descrivono come un prodigio fin da bambino, capace di mostrare abilità miracolose e una straordinaria capacità di apprendimento nel padroneggiare le scritture, le arti e la meditazione. La sua inclinazione spirituale lo portò a rinunciare alla vita mondana per dedicarsi alla pratica del Dharma. Ricevette i voti di praticante laico e, in seguito, la piena ordinazione monastica, dopo aver studiato con un numero impressionante di maestri, circa 500, accumulando vasta conoscenza e saggezza.
La sua figura è ampiamente considerata un’emanazione di Chenrezig (Avalokitesvara), il Bodhisattva della Compassione, e di Hayagriva (Tamdrin). Questa identificazione non era meramente un titolo religioso, ma si manifestava concretamente nelle sue azioni, come la rinuncia alle proprie ricchezze per salvare vite, incarnando appieno lo spirito compassionevole del bodhisattva.
Tra le realizzazioni che lo resero famoso c’è progettazione e costruzione di ponti sospesi a catena di ferro attraverso le pericolose gole himalayane. L’ispirazione per questa monumentale impresa gli venne da un’esperienza profondamente umiliante: gli fu negato il passaggio su un traghetto a causa del suo aspetto trasandato e fu gettato in acqua. Questo incidente personale accese in lui una determinazione incrollabile a creare ponti accessibili a tutti, specialmente ai poveri, e a facilitare la diffusione del Buddhismo, dimostrando come la sua ingegneria fosse un’applicazione pratica della sua compassione spirituale.
Ma Thang Tong Gyalpo fu soprattutto un rinomato siddha tibetano
Yogi e importante maestro all’interno della tradizione Shangpa Kagyu, oltre a essere associato alle tradizioni Nyingma e Sakya. La sua influenza spirituale fu così profonda che fondò persino una propria tradizione religiosa, conosciuta come Thang lugs, all’interno del lignaggio Shangpa Kagyu, e diede vita alla tradizione Chakzampa, combinando i lignaggi Shangpa Kagyu e Jangter.
La sua devozione al Dharma lo portò anche a fondare numerosi templi e monasteri, viaggiando estesamente in Cina, Tibet e altri Paesi orientali.
Le sue pratiche spirituali erano intense e spesso accompagnate da visioni profonde. Eseguì rituali, come quelli di Vajrakilaya a Paro Taktsang in Bhutan, dove ebbe la visione dell’assemblea delle otto classi di divinità meditative Heruka.
La sua realizzazione spirituale era tale che si racconta abbia estratto un rotolo sacro da una scogliera, dimostrando la sua maestria. Il suo ruolo di “siddha” (essere realizzato) e le sue visioni spirituali erano direttamente collegati a benefici tangibili per la comunità, come la soppressione delle malattie o la guarigione di epidemie. Questo rafforza l’idea che il suo potere spirituale fosse percepito come una forza diretta per la salute pubblica e il benessere, rendendolo un “santo operatore di miracoli”.8
Oltre ai suoi ruoli di ingegnere e maestro spirituale, Thang Tong Gyalpo fu anche un medico.






