Il benessere? È una abilità

Il benessere? È una abilità

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Il concetto fondamentale, secondo il lavoro pionieristico di Richie Davidson e del Center for Healthy Minds, è che il benessere non è una qualità fissa, ma un’abilità misurabile che può essere sviluppata. Questa prospettiva è supportata da decenni di ricerca che dimostrano come una pratica costante possa indurre cambiamenti duraturi.

La meccanica del cambiamento: neuroplasticità e apprendimento

Il potere di coltivare il benessere risiede nella plasticità del nostro sistema nervoso:

  • Neuroplasticità ed epigenetica: Il nostro cervello e l’espressione dei nostri geni non sono immutabili. Quando coltiviamo attivamente abitudini mentali salutari, si verificano cambiamenti duraturi nel substrato neurale (i circuiti cerebrali) che supportano il benessere. Questi cambiamenti non sono temporanei, ma si stabilizzano in “tratti alterati” di coscienza.
  • Apprendimento essenziale: Il meccanismo del cambiamento è l’apprendimento procedurale, acquisito con la pratica, che modella i circuiti cerebrali specifici. È la differenza tra leggere un libro sulla bicicletta e imparare a guidarla: il primo è apprendimento dichiarativo, il secondo è procedurale.

I quattro pilastri: allenare circuiti specifici

I quattro pilastri identificati (Consapevolezza, Connessione, Intuizione, Scopo) corrispondono a specifici circuiti cerebrali che, secondo le ricerche di Davidson, esibiscono neuroplasticità e possono essere allenati:

  1. Consapevolezza (Attenzione e meta-consapevolezza): La ricerca ha dimostrato che allenare la consapevolezza, in particolare la capacità di sapere cosa sta facendo la nostra mente (meta-consapevolezza), rafforza i circuiti di attenzione. Sebbene pratiche di alto livello possano richiedere migliaia di ore per un cambiamento profondo, studi hanno rilevato che l’essere pienamente presenti (ad esempio, durante l’ascolto profondo degli altri) aumenta misurabilmente il nostro benessere.
  2. Connessione (Gentilezza e compassione): Questa si focalizza sul potenziamento dei circuiti neurali legati alle relazioni sociali sane, come l’apprezzamento e la gentilezza. Si è scoperto che anche brevi interventi, come sole 7 ore di pratica di gentilezza amorevole (metta) distribuite su due settimane, possono creare un’attivazione misurabile e duratura nei circuiti che favoriscono una prospettiva positiva.
  3. Intuizione (Narrazione del sé): L’intuizione riguarda la conoscenza di sé. Applicando l’indagine contemplativa, si scopre che il senso del sé è una costellazione di esperienze e non un’entità fissa. Questa comprensione critica è ciò che ci libera dalla “reificazione” del sé, riducendo l’impatto negativo di una narrazione interiore rigida o negativa, spesso legata a stati d’ansia o depressione.
  4. Scopo (Valori e significato): Avere una chiara direzione nella vita e un senso che la vita abbia significato è stato empiricamente collegato a un recupero più rapido dagli eventi negativi e persino a una maggiore longevità. Si tratta di allineare le nostre azioni quotidiane ai nostri valori fondamentali.

Sfide e innovazioni nella misurazione

Il campo si sta evolvendo per superare le limitazioni dei questionari retrospettivi. L’obiettivo è lo sviluppo di misure puramente passive del benessere, che non richiedono input espliciti dall’utente. Tali misure potrebbero includere l’uso di dati comportamentali da smartphone o sensori wireless per registrare parametri fisiologici in grado di fornire una valutazione oggettiva e in tempo reale dello stato emotivo e della resilienza.

Questa enfasi sulla misurazione oggettiva è fondamentale per stabilire l’efficacia degli interventi in modo inoppugnabile.

Implicazioni pratiche e igiene mentale

L’analogia finale e più potente è quella con l’igiene dentale: spazzolarsi i denti non è istintivo, ma è diventato una routine universale. Allo stesso modo, si sostiene che dedicare anche solo 5-6 minuti al giorno alla pratica dell’igiene mentale possa migliorare drasticamente il benessere e la connessione sociale.

L’obiettivo ultimo è la scalabilità degli interventi, come il programma Healthy Minds Program, per affrontare le sfide sociali globali (come la polarizzazione e l’eccessivo egocentrismo) che derivano da un fallimento collettivo nel coltivare questi quattro pilastri.


E adesso, cosa facciamo?

Scrive Richie Davidson: “Vivek Murthy, l’attuale Surgeon General degli Stati Uniti, ha affermato che il benessere è un’urgente necessità di salute pubblica. Non potrei essere più d’accordo. Molte delle sfide più significative nel mondo di oggi derivano, direttamente o indirettamente, dal fallimento nel coltivare i pilastri chiave del benessere. Ciò porta a un eccessivo egocentrismo, a una crescente ‘esclusione dell’altro’, alla polarizzazione politica e a una generale incapacità di fiorire.

Una delle sfide fondamentali per il futuro è la scalabilità. Sua Santità il Dalai Lama ci ricorda spesso che ci sono sette miliardi di persone sul pianeta e che dobbiamo pianificare audacemente per raggiungere il maggior numero possibile. Ma un cambiamento di mentalità così massiccio è possibile? Risponderei enfaticamente, . Pensate a quando gli esseri umani si sono evoluti per la prima volta: nessuno si lavava i denti. Eppure, immagino che ognuno di voi lo faccia. Questo semplice atto di igiene fisica personale non è innato, non fa parte del nostro genoma. Abbiamo tutti imparato a farlo e ora l’abbiamo incorporato nella nostra routine quotidiana.

Sospetto anche che la maggior parte di voi consideri la propria mente ancora più importante dei propri denti

Eppure, la maggior parte delle persone nel mondo oggi non dedica a nutrire la propria mente nemmeno il poco tempo che dedica a spazzolarsi i denti. Le nostre ricerche, così come quelle di altri, indicano chiaramente che anche pochissimo tempo di pratica contemplativa può fare una grande differenza nel proprio benessere. Quanto poco tempo? Il nostro lavoro dimostra che dedicare solo 5-6 minuti al giorno alla pratica delle abilità di benessere può diminuire drasticamente le misurazioni standardizzate del distress e migliorare il benessere e la connessione sociale. La nostra organizzazione non-profit affiliata, Healthy Minds Innovations, ha creato un’applicazione gratuita chiamata Healthy Minds Program per aiutare ad allenare i quattro pilastri del benessere.

Andando avanti, speriamo di espandere questo ancora di più collaborando con un’intera città, insieme a diversi gruppi comunitari e stakeholder al suo interno, per scalare massicciamente l’intervento di benessere che abbiamo sviluppato. Questo ci permetterebbe di esaminare l’impatto dell’allenamento del benessere su larga scala sugli indicatori chiave di performance in tutta la città, che vanno dall’aspettativa di vita alla prevalenza di malattie mentali e abuso di sostanze, fino al tasso di criminalità. Sono entusiasta di vedere quali possibilità di trasformazione potranno emergere”.

Conclusione

“La scienza del benessere – conclude Davidson – ha beneficiato significativamente della stretta collaborazione con le tradizioni contemplative. La comprensione ibrida offerta da questa partnership si è focalizzata sulla plasticità del benessere e ha sviluppato metodi di allenamento per coltivare ciascuno dei quattro pilastri chiave del benessere: consapevolezza, connessione, intuizione e scopo. Permangono importanti sfide concettuali e metodologiche che devono continuare a essere affrontate man mano che la scienza e la pratica procedono. Il fatto che il benessere sia un’urgente necessità di salute pubblica è più evidente oggi che mai nella storia umana. In effetti, il futuro stesso dell’umanità come la conosciamo dipende da questo”.

Tratto da Well-being is a Skill Through cultivating healthy habits of mind, we can nurture key pillars of well-being. By Richie Davidson

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