Il Losar e i quindici giorni dei miracoli

Il Losar e i quindici giorni dei miracoli

Indice

Il calendario spirituale del buddismo tibetano trova il suo apice nei primi quindici giorni dell’anno lunare, un periodo di intensa attività devozionale, purificazione karmica e celebrazione che inizia con il Losar, il Capodanno tibetano, che nel 2026 cade il 18 febbraio. Per la FPMT, questa finestra temporale non rappresenta soltanto una ricorrenza tradizionale, ma un momento di profonda confluenza tra la storia antica di Buddha Shakyamuni e la storia contemporanea del lignaggio di Lama Thubten Yeshe e Lama Zopa Rinpoce. 

Tradizione e trasformazione

Il termine Losar è composto dalle parole tibetane “Lo” (anno) e “Sar” (nuovo). Sebbene oggi sia la festività più importante del calendario tibetano, le sue origini precedono l’arrivo degli insegnamenti indiani in Tibet, risalendo all’antica religione Bön. In quel periodo pre-buddista, il Losar era celebrato come un festival invernale volto a onorare le divinità locali, gli spiriti delle montagne e le forze della natura per garantire protezione e prosperità durante il cambio delle stagioni. Con l’introduzione del Buddhismo, durante il regno dei re del Dharma come Songtsen Gampo e Trisong Detsen, queste pratiche furono assorbite e arricchite di nuovi significati all’interno di un quadro cosmologico buddhista, trasformando un rituale di propiziazione mondana in una celebrazione della vittoria della saggezza sull’ignoranza.

La preparazione al Losar è un processo meticoloso che inizia a metà del dodicesimo mese lunare. Secondo la tradizione tibetana, le abitazioni vengono sottoposte a una pulizia profonda, un atto che trascende l’igiene domestica per diventare un simbolo di purificazione delle negatività e dagli ostacoli accumulati nell’anno precedente. Particolare attenzione viene rivolta alla cucina, considerata il cuore della casa, dove l’eliminazione della fuliggine e dello sporco rappresenta la rimozione della sfortuna. Le famiglie preparano offerte di tsampa, burro chiarificato e orzo, da disporre sull’altare domestico per pregare per un raccolto abbondante.

La cronaca di Shravasti

Il significato spirituale profondo di questo periodo dell’anno risiede nella celebrazione delle gesta di Buddha Shakyamuni a Shravasti, in India. La narrazione tradizionale riporta che sei maestri rivali (tirthikas), invidiosi dell’influenza crescente del Buddha, lo sfidarono a una competizione di poteri miracolosi. Inizialmente riluttante a mostrare le proprie doti soprannaturali, che egli considerava meno importanti della trasformazione della mente, il Buddha alla fine accettò poiché comprese, grazie alla sua chiaroveggenza, che solo una dimostrazione di forza poteva sottomettere l’arroganza di quei maestri e guidarli, insieme ai loro seguaci, sul sentiero del Dharma.

La sfida si svolse nell’arco di quindici giorni, durante i quali il Buddha manifestò prodigi spettacolari che culminarono nel Chötrul Düchen, il “Grande Giorno delle Manifestazioni Miracolose del Dharma”. Questi atti non furono dimostrazioni di ego, ma “mezzi abili” (upaya) per trasformare la percezione degli esseri e condurli alla realizzazione della vacuità e della compassione.

Moltiplicazione karmica 

Uno degli insegnamenti centrali diffusi da Lama Zopa Rinpoce riguardo ai Quindici Giorni dei Miracoli è la dottrina della moltiplicazione del merito. Basandosi sul testo del Vinaya Tesoro di Citazioni e Logica, ci ha insegnato che durante questi quindici giorni, i risultati karmici di ogni azione — sia essa positiva o negativa — sono moltiplicati per 100 milioni di volte. Altre tradizioni citano moltiplicatori ancora più elevati, come un miliardo, sottolineando l’importanza della vigilanza mentale e della pratica virtuosa in questo periodo.

Questa amplificazione non è una proprietà magica casuale del tempo, ma una conseguenza dell’allineamento astrologico e spirituale con i grandi atti di virtù compiuti dal Buddha. Per la FPMT, questo rappresenta un’opportunità strategica per “accumulare meriti come cieli”, accelerando il percorso verso l’illuminazione attraverso la pratica intensiva.

Il parinirvana di Lama Yeshe

Per la comunità globale dell’FPMT, il Losar è anche intriso di un significato che va oltre la celebrazione del Buddha storico poiché segna l’anniversario del parinirvana del fondatore dell’organizzazione, Lama Thubten Yeshe, avvenuto all’alba del Losar nel 1984. Lama Yeshe non era solo un monaco erudito, ma un genio della comunicazione spirituale che riuscì a trasmettere l’essenza del Buddhismo tibetano a una generazione di Occidentali con calore, umorismo e profonda intuizione psicologica.

La coincidenza della sua scomparsa con il giorno del Losar è considerata come un insegnamento finale sulla vacuità e l’impermanenza, ma anche come una benedizione duratura per l’organizzazione. Lama Zopa Rinpoce, il suo discepolo principale e successore spirituale, ha trasformato questo anniversario in un giorno di “immensa creazione di merito”, istruendo i centri di tutto il mondo a celebrare la vita di Lama Yeshe invece di piangerne la perdita.

Rituali di commemorazione e offerte 

Secondo le direttive di Lama Zopa Rinpoce, il Losar all’interno dell’FPMT deve includere attività specifiche per mantenere viva l’eredità dei fondatori:

  1. Lama Chöpa con Tsog. Questa è la pratica principale consigliata. Si tratta di un’offerta estesa al guru che unisce i meriti del lignaggio con la devozione del discepolo.
  2. Storie di Lama Yeshe. I centri ospitano sessioni in cui gli studenti di vecchia data condividono aneddoti personali su Lama Yeshe, assicurando che la sua “energia di saggezza” continui a ispirare i nuovi membri.
  3. Visione di video insegnamenti. La visione dei rari filmati di Lama Yeshe che insegna permette ai praticanti di ricevere direttamente la sua vibrazione spirituale.
  4. Offerta di oro alla statua. Seguendo il desiderio di Rinpoce, ogni Losar viene offerto oro alla statua di Lama Yeshe nel Monastero di Kopan. Altri centri con statue di Lama sono incoraggiati a fare lo stesso, simboleggiando la preziosità immutabile del guru.

La tradizione di Kopan e l’espansione in Occidente

Il Monastero di Kopan, fondato da Lama Yeshe e Lama Zopa Rinpoce, è diventato dal 1998 l’ospite principale del Gelug Monlam in Nepal. Durante questo periodo, centinaia di monaci recitano preghiere utilizzando le melodie tradizionali del Monastero di Drepung, stabilite dal Secondo Dalai Lama. Recentemente, la visione di Rinpoce di portare il Monlam in Occidente ha preso forma con l’istituzione del primo Gelug Monlam in Europa presso il Monastero di Nalanda in Francia, dove le preghiere vengono recitate anche in inglese e francese, rendendo la tradizione accessibile a un pubblico globale.

Un aspetto distintivo della pratica dell’FPMT durante i giorni dei miracoli è la liberazione degli animali. Questa pratica, fortemente raccomandata Lama Zopa Rinpoce, consiste nel salvare animali destinati alla morte e nel fornire loro non solo una vita più lunga, ma anche le condizioni per una rinascita superiore. Non è un semplice atto di attivismo ecologico, ma un rituale meditativo complesso: Lama Zopa infatti ha insegnato che poiché gli animali hanno una mente, provano sofferenza proprio come gli esseri umani e meritano la stessa compassione.

In Mongolia, l’FPMT ha creato rifugi per greggi liberati di capre e pecore, dove gli animali vivono in pace circondati da simboli sacri fino alla loro morte naturale. Questo atto di cura verso “le madri esseri senzienti” è considerato una delle cause più potenti per la lunga vita del guru e per la rimozione dei propri ostacoli personali.

L’insegnamento di Lama Yeshe e Lama Zopa Rinpoce

Per comprendere appieno perché l’FPMT investa così tanta energia nel Losar e nei giorni dei miracoli, bisogna guardare agli insegnamenti fondamentali dei suoi fondatori sulla natura della mente. Lama Yeshe spiegava spesso che la meditazione non è un “viaggio esotico”, ma un’indagine scientifica sull’energia della mente e sul perché essa produce sofferenza.  Identificava la causa principale del dolore umano nella “superstizione” dell’ego: l’abitudine mentale di proiettare fantasie solide su se stessi e sugli altri; insegnava che l’ego interpreta costantemente le esperienze in modo irragionevole, portando all’attaccamento e alla paura. Il Losar, con i suoi rituali di purificazione e rinnovamento, è l’occasione perfetta per interrompere queste proiezioni e iniziare l’anno con una “mente pulita” e una comprensione più profonda della vacuità.

Lama Zopa Rinpoce estese questo concetto invitandoci a portare la bodhicitta in ogni attività quotidiana. Se la motivazione è pura, diceva sempère, anche azioni banali come camminare, lavarsi o lavorare diventano “miracoli” di accumulazione di merito. Durante i quindici giorni dei miracoli, questa capacità trasformativa della mente è amplificata a tal punto che ogni passo compiuto con bodhicitta crea “meriti più vasti del cielo”.

Il periodo del Losar e dei Quindici Giorni dei Miracoli rappresenta, quindi, una sintesi perfetta tra devozione e pratica. Attraverso la celebrazione dei prodigi del Buddha a Shravasti, ai praticanti viene ricordato il potenziale infinito della propria natura di Buddha. Allo stesso tempo, la commemorazione del parinirvana di Lama Yeshe ancora queste verità spirituali nella gratitudine verso i maestri che hanno reso questi insegnamenti disponibili nel mondo moderno.

Sia che si tratti di partecipare a grandi preghiere comunitarie come il Monlam Chenmo, di liberare animali dal macello, o semplicemente di recitare sutra con una motivazione di bodhicitta, possiamo cercare di considerare questi quindici giorni come una finestra di opportunità inestimabile. In un mondo segnato da incertezza e sofferenza, la tradizione dei miracoli di Shravasti non è solo una memoria storica, ma una chiamata attiva a trasformare la nostra mente, rendendo ogni momento dell’anno nuovo un atto di servizio verso tutti gli esseri senzienti.

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