Dharma in azione: l’impegno ambientale della FPMT

Dharma in azione: l’impegno ambientale della FPMT

Indice

In occasione della Giornata Mondiale della Terra condividiamo il nostro impegno a favore del Pianeta, a livello internazionale e in Italia, mettendo in pratica le istruzioni e la visione di Lama Zopa Rinpoce.

Nel corso degli anni, la Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT) ha sviluppato una prospettiva ecologica che va oltre la semplice gestione delle risorse. La sua visione si concentra invece su un paradigma di responsabilità universale e di trasformazione interiore. Questo approccio, profondamente radicato negli insegnamenti di Lama Zopa Rinpoce e Lama Yeshe, si concretizza in due modi: da un lato, l’adozione di politiche istituzionali volte alla riduzione dell’impronta di carbonio; dall’altro, l’impiego di pratiche meditative e rituali finalizzate alla “guarigione” degli elementi naturali.

Il periodo 2021-2026, in particolare, ha una significativa transizione: l’organizzazione, celebrando il suo cinquantesimo anniversario (1975-2025), ha avviato un ambizioso processo di pianificazione strategica con lo scopo di allineare la propria ricca eredità spirituale con l’urgenza e le sfide poste dalla crisi climatica contemporanea.

La mente come architetto dell’ambiente

L’impegno ambientale della FPMT può essere compreso basandoci dugli insegnamenti e le istruzioni fornite da Lama Zopa Rinpoce: la sua visione trasforma l’ecologia in un’estensione della pratica del Lamrim poiché l’ambiente esterno è una manifestazione del karma collettivo degli esseri senzienti che lo abitano.

Rinpoce ha più volte descritto il mondo fisico come il “contenitore” e gli esseri viventi come il “contenuto”, legati da una relazione che non è gerarchica ma interdipendente: senza un contenitore sano, il contenuto non può sopravvivere; senza gli esseri, il contenitore è privo di significato. Lama Zopa usava spesso la metafora della casa o della madre per descrivere il Pianeta, suggerendo che, sebbene Madre Terra abbia tollerato a lungo la nostra negligenza e il nostro egocentrismo, la pressione tecnologica e demografica hanno ormai raggiunto un limite critico oltre il quale la natura non accetta più il silenzio.

Questa visione sposta dunque la responsabilità dall’esterno all’interno: se l’ambiente è degradato, la causa deve essere cercata negli stati mentali negativi, come l’avidità, l’odio e l’ignoranza, che spingono gli esseri umani ad agire in modo dannoso verso la Terra. Di conseguenza, la protezione ambientale diventa soprattutto un atto di purificazione karmica. Rinpoce sottolineava poi che ogni volta che un essere umano agisce con compassione e gentilezza per gli altri e per l’ambiente, crea al contempo le cause per la propria felicità futura e per la stabilità degli elementi naturali.

Karma e cambiamento climatico: una prospettiva spirituale

Una delle posizioni più originali di Lama Zopa riguardava anche l’origine del riscaldamento globale e dei disastri naturali. Mentre la scienza occidentale identifica correttamente le cause secondarie o le condizioni (come l’inquinamento da combustibili fossili), Rinpoce identificava il karma come la causa principale: nulla accade senza una relazione con la mente e gli squilibri negli elementi terra, acqua, fuoco e aria sono la conseguenza di azioni non virtuose collettive, in particolare l’uccisione sistematica di milioni di animali e lo sfruttamento insostenibile delle risorse naturali.

L’insistenza di Rinpoce sull’educazione al concetto di karma mira a responsabilizzarci a livello individuale: se comprendiamo che le nostre azioni passate hanno creato la crisi attuale, comprenderemo anche che le nostre azioni presenti possono mitigarla. Questo approccio non nega la scienza, ma la integra; Lama Zopa, seguendo l’esempio di Sua Santità il Dalai Lama, ha in più occasioni ricordato che tutto ciò che è scientificamente provato deve essere seguito, ma ha aggiunto che la meditazione, la vera rinuncia e la recitazione di testi sacri possono “benedire la Terra” e nutrire gli elementi in modi che la tecnologia da sola non può fare.

Interdipendenza e vacuità come strumenti ecologici

La comprensione della vacuità e del sorgere dipendente costituisce la base logica per l’azione ecologica della FPMT. Lama Zopa Rinpoce ci ha insegnato che nulla esiste dal proprio lato in modo indipendente; tutto esiste in relazione a una base, alle sue parti e al nome che gli viene assegnato dalla mente. Questa realizzazione dissolve il senso di separazione tra il “sé” e l'”altro” e tra umanità e natura.

Realizzando profondamente che l’ambiente non è un oggetto esterno fisso ma un processo interconnesso, la cura della Terra diventa naturale quanto quella del proprio corpo. Quella della FPMT è quindi una ecologia della saggezza: se l’ignoranza è la radice dell’inquinamento, la saggezza è la radice della sostenibilità.

Politiche istituzionali e linee guida 

Da anni, la FPMT a livello internazionale si è impegnata a mettere in pratica le istruzioni e la visione di Rinpoce attraverso azioni concrete, coordinate principalmente dall’International Office, con l’intento di trasformare ogni Centro di Dharma in un modello di ambiente armonioso.

Attraverso International Office Environmental Policy sono stati stabiliti e condivisi standard rigorosi per l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti e le politiche di trasporto. Non si tratta di una semplice una lista di compiti e cose da fare, ma di una pratica di consapevolezza applicata alla vita di tutti i giorni nei nostri Centri. Il documento si articola su diverse aree d’intervento pratico:

  • Gestione dell’energia: impostazione dei termostati per ridurre il riscaldamento/raffreddamento quando gli edifici non sono in uso e utilizzo di lampadine ad alta efficienza nel 98-100% dei punti luce.
  • Politica sulla carta: priorità all’acquisto di carta con alta percentuale di fibre riciclate post-consumo e preferibilmente chlorine-free. Viene incentivata la stampa fronte-retro e l’uso del digitale per manuali e materiali interni.
  • Materiali di consumo: utilizzo di stoviglie e posate riutilizzabili nelle cucine, preferenza per prodotti biologici, del commercio equo e solidale, e installazione di sistemi di filtraggio dell’acqua per eliminare l’uso di bottiglie di plastica.
  • Riduzione delle tossine: scelta di arredi, tappeti e vernici privi di composti organici volatili (VOC) per evitare l’emissione di sostanze chimiche tossiche negli ambienti di lavoro.
  • Mobilità: preferenza per soluzioni tecnologiche (meeting online) per ridurre la necessità di viaggi e spostamenti dei dipendenti.

La protezione della vita animale

Ispirati dalle visioni di Lama Zopa, i membri della FPMT hanno spesso intrapreso viaggi in luoghi remoti, inclusa l’Antartide, per benedire le acque del mondo. Utilizzando sostanze benedette, sabbie di mandala e mantra, queste azioni mirano a purificare l’elemento acqua e a beneficiare tutti gli esseri marini. La convinzione è che, poiché l’acqua circola in tutto il pianeta, una benedizione fatta in un punto strategico (come i poli) possa diffondersi globalmente, contribuendo a stabilizzare i modelli meteorologici estremi.

La compassione verso gli animali è un altro pilastro dell’impegno ambientale della FPMT. Lama Zopa ha insegnato che ogni essere senziente, per quanto piccolo, ha lo stesso desiderio di felicità e la stessa avversione alla sofferenza di noi esseri umani.

Attraverso l’Animal Liberation Fund, la Fondazione ogni anno salva circa 75,000 esseri senzienti dalla macellazione o dalla morte prematura. Oltre al salvataggio fisico, gli animali vengono esposti a oggetti sacri (stupa, statue) e mantra, poiché Rinpoce ci ha insegnato che questo lascia un'”impronta positiva” nella loro mente, facilitando rinascite future più elevate in ambienti più sani. Dal punto di vista ecologico, questo fondo promuove la conservazione delle specie e contrasta l’etica estrattiva della produzione industriale di carne.

Ma l’impegno ambientale della FPMT si intreccia indissolubilmente anche con la giustizia sociale, specialmente attraverso il Social Services Fund. Molte delle sfide ambientali colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più povere dell’Asia, dove la FPMT ha una presenza significativa.

Nel 2025, la Fondazione ha erogato oltre 2,7 milioni di dollari in sovvenzioni per progetti umanitari. Gran parte di questi fondi è stata destinata a cliniche mobili, scuole in aree remote e case per anziani vulnerabili. Questi servizi sono vitali per le comunità che affrontano gli impatti diretti della degradazione ambientale, come la scarsità d’acqua o i fallimenti dei raccolti dovuti al clima.

Un esempio rilevante è il lavoro del Maitri Charitable Trust in India, che fornisce assistenza sanitaria essenziale e servizi nutrizionali a migliaia di persone, integrando la protezione degli individui più deboli con la cura dell’ambiente in cui vivono. La FPMT vede questa assistenza come una forma di “ecologia umana” che stabilizza il tessuto sociale in tempi di crisi climatica.

Il nostro impegno in Italia

Negli ultimi anni, i centri FPMT in Italia si sono distinti per la capacità di coniugare alta formazione filosofica e interventi infrastrutturali radicali, spesso supportati dai fondi dell’8×1000 dell’Unione Buddhista Italiana (UBI). Ecco in estrema sintesi qualche esempio.

Istituto Lama Tzong Khapa (Pomaia)

L’Istituto Lama Tzong Khapa (ILTK) ha intrapreso una trasformazione energetica senza precedenti per ridurre l’impatto di un complesso fatto di edifici antichi e un parco vasto.

  • Efficienza energetica. È stata completata la sostituzione di tutte le vecchie caldaie nelle “casette” (alloggi per ospiti e studenti) con boiler moderni e scaldasalviette efficienti.
  • Climatizzazione intelligente. sono state installate pompe di calore ad alta efficienza (caldo/freddo) dotate di rilevatori di presenza; questi sensori evitano sprechi energetici spegnendo automaticamente gli impianti durante l’assenza degli occupanti.
  • Autoproduzione solare. un impianto fotovoltaico distribuito sui tetti delle strutture esterne garantisce una quota crescente di energia pulita.
  • Etica operativa. L’Istituto applica una rigorosa politica di risparmio idrico ed elettrico, oltre al divieto assoluto di fiamme libere (incenso, candele) nelle aree esterne per proteggere la biodiversità locale dagli incendi.

Centro Muni Gyana (Palermo)

Il centro siciliano ha trasformato l’impegno ambientale in uno strumento di riscatto sociale in aree segnate da criminalità e dispersione scolastica.

  • Riforestazione urbana: con la campagna “Si comincia con un Albero, si finisce con una foresta”, il centro ha piantato 1500 alberi (2021-2022) nell’ambito della Global Tree Initiative.
  • Terra Franca e permacultura: in un terreno confiscato alla mafia nel quartiere Cruillas, è stato ripristinato un agrumeto storico e attivato il progetto “Permachè” per diffondere l’agricoltura sostenibile.
  • Apiario olistico: nell’aprile 2022 è stato inaugurato il primo apiario olistico di Palermo a Terra Franca, volto alla salvaguardia delle api e all’educazione ambientale dei giovani.
  • Inclusione sociale: il progetto “Green Future 2.0” integra laboratori di riciclo, corsi gratuiti di Karate-do per bambini a rischio e supporto per la lingua dei segni (LIS) per rendere il Dharma e l’ecologia accessibili a tutti.

Centro Lama Tzong Khapa (Treviso)

Il centro di Treviso si è concentrato sulla dimensione intellettuale e pratica dell’ecologia profonda attraverso percorsi formativi di alto livello (2025-2026).

  • Collaborazione con Silvia Francescon: la dott.ssa Silvia Francescon, esperta di diritto internazionale dell’ambiente e responsabile Agenda Ecologia UBI, guida sessioni su come gli insegnamenti buddhisti possano informare la responsabilità ambientale contemporanea.
  • Medicina tibetana: il programma illustra come creare ambienti armoniosi e analizza la salute umana e ambientale attraverso i tre umori (Nyepa: Vento, Bile, Flemma), evidenziando come lo squilibrio mentale si rifletta negli elementi naturali.

Centro Tara Cittamani (Padova)

Il Centro traduce l’etica buddhista in ecologia pratica attraverso il principio dell’interdipendenza. L’impegno ambientale si concretizza nel progetto #GENTILIAMOCI, che promuove la gentilezza come cura verso la Terra. Le azioni includono:

  • Consumo critico: uso di prodotti biologici, locali e del commercio equo durante gli eventi.
  • Plastica zero: eliminazione del monouso e gestione oculata dei rifiuti.
  • Consapevolezza: incontri sull’ecologia profonda per trasformare la responsabilità universale in azioni quotidiane.

Monastero Buddhista – Fondazione Sangha ETS (Pomaia)

La costruzione del monastero contribuirà al recupero di un’area di grande bellezza (con una vista a perdita d’occhio sino all’azzurro confine del mare) che ha subito il trauma ambientale dell’escavazione. Il progetto prevede un’architettura ecologica in armonia con il territorio circostante, e l’uso di risorse energetiche naturali e pulite. Il monastero avrà lo scopo di fornire ospitalità a circa cento fra monaci e monache.

Nalanda Edizioni

Nella progettazione e produzione dei propri libri, Nalanda Edizioni opera il più possibile in base a criteri di sostenibilità e basso impatto ambientale: stampiamo in Italia; usiamo carte ecologiche certificate, riciclate ove possibile. La nostra distribuzione avviene esclusivamente attraverso i Centri di Dharma e online solo sul nostro sito, ottimizzando in questo modo il consumo di carta per la produzione dei libri e l’impatto ambientale determinato da una distribuzione capillare.

Una sintesi di saggezza e azione pragmatica

L’analisi dell’impegno della FPMT verso l’ambiente rivela quanto la pratica spirituale e l’azione ecologica possano diventare indistinguibili. La forza di questo approccio risiede nella sua profondità filosofica: non si tratta semplicemente di adottare tecnologie pulite, ma di sradicare l’ignoranza e l’avidità che rendono necessario il loro utilizzo.

L’eredità di Lama Zopa Rinpoce continua a guidare l’organizzazione attraverso la comprensione che la “Madre Terra” è un contenitore sacro che richiede rispetto, preghiera e cura materiale. Attraverso azioni concrete, FPMT dimostra che è possibile coniugare la preservazione di una tradizione monastica millenaria con le esigenze di un’economia decarbonizzata e resiliente.

In definitiva, il nostro è un invito alla responsabilità universale: ogni individuo è responsabile non solo della propria liberazione, ma della salute del pianeta che rende possibile tale percorso. Come insegnato dai lama fondatori, la creazione di ambienti armoniosi è il presupposto per lo sviluppo del pieno potenziale umano, e in un’epoca di crisi globale, tale armonia è diventata la missione più urgente della fondazione. Il successo dell’FPMT nei prossimi anni dipenderà dalla sua capacità di mantenere questa visione integrata, portando la luce della saggezza Mahayana nelle zone più buie della sfida ambientale contemporanea.

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