Lama Zopa Rinpoce ha offerto preziosi consigli su come evitare il burnout e mantenere una mente felice in questo discorso tenuto durante un Foundation Service Seminar a Pomaia, dove i facilitatori hanno incontrato Rinpoce per presentare il proprio lavoro e richiedere consigli, il 31 ottobre 2017.
Quando la mente diventa più pura, pensando maggiormente agli altri, lo stress svanisce e sopportare le difficoltà per gli altri diventa piacevole. Sopportare le difficoltà per noi stessi è scomodo, è sofferenza; ma sopportare le difficoltà per gli altri — per liberarli dalla sofferenza, per portarli alla felicità fino all’illuminazione — ci dona un piacere autentico, per quanto difficile sia. Questa è la grande differenza che si ottiene trasformando la mente.
Perciò, anche se il lavoro è duro, trasformare la mente in bodhicitta è una mente felice, una mente serena. L’altra mente — quella dell’attaccamento al sé — è una mente sofferente. Bisogna capirlo.
Sulle orme di Milarepa
Pensate a Milarepa e a sua madre: dopo la morte del padre di Milarepa, uno zio e una zia li trattarono in malo modo e si impadronirono di tutti i loro beni, così la madre di Milarepa esortò il figlio a imparare la magia nera per poi vendicarsi. Milarepa si recò prima in montagna, scavò una buca e fece un ritiro di sette giorni per prepararsi alla pratica della magia nera. Allora tutte le pietre della montagna crollarono e distrussero la casa. Gli animali erano al piano di sotto, mentre le persone erano al piano superiore a danzare e festeggiare un matrimonio; la casa crollò e ne uccise trenta o più.
Milarepa era molto addolorato, così il lama della magia nera gli disse che, se voleva praticare il Dharma, avrebbe dovuto andare da Marpa. Milarepa si recò dunque da Marpa e gli chiese di impartirgli insegnamenti e dargli dei mezzi per vivere. Gli offrì corpo, parola e mente, chiedendogli di essere il suo guru; ma per anni Marpa non gli diede alcun insegnamento. Si limitava a sgridarlo e a picchiarlo.
Un giorno Milarepa si unì agli altri studenti per ricevere degli insegnamenti ma Marpa lo vide e lo cacciò via. Non gli diede mai insegnamenti. Allora Milarepa costruì da solo una torre, ma dopo averla ultimata la demolì e rimise le pietre al loro posto. La ricostruì e di nuovo la demolì. Fece questo tre volte e la sua pelle a furia di trasportare pietre divenne dura come il cuoio.
Marpa gli disse che avrebbe dovuto sopportare ancora più difficoltà, così da poter raggiungere l’illuminazione più rapidamente. Nel frattempo, continuava a non dargli insegnamenti, ma la ḍākinī della saggezza di Marpa lo convinse a farlo. Naturalmente Marpa è un essere illuminato, perciò manifestò il maṇḍala e concesse insegnamenti e iniziazioni a Milarepa.
Poi Marpa gli indicò i luoghi sacri dove andare a meditare: Lapchi, il Monte Kailash e Tsari (i tre luoghi sacri di Heruka). Lo esortò a recarsi in quei luoghi per meditare e Milarepa vi andò e sopportò le difficoltà per percorrere il sentiero fino a realizzarlo completamente e raggiungere l’illuminazione nel breve arco di una vita di un’epoca degenerata.
Se Marpa non avesse agito così, se non avesse trattato Milarepa in quel modo, forse tutto il karma negativo accumulato, e che doveva essere purificato rapidamente, non si sarebbe esaurito e Milarepa non sarebbe diventato illuminato in quella vita. Marpa era un guru perfetto, un buddha e Milarepa era un discepolo perfetto che non nutrì mai visioni errate né collera, nemmeno per un giorno, nemmeno per un’ora. Fu il discepolo perfetto che seguì alla lettera i consigli del suo guru e raggiunse l’illuminazione molto rapidamente in quella vita.
Lavorando duramente nei Centri FPMT, dobbiamo conoscere e rapportarci alla vita di Milarepa o di Nāropa, i grandi praticanti. Dobbiamo ricordarli e fare riferimento al loro esempio. Che cosa li ha resi illuminati così in fretta? Cosa esattamente? Fu il seguire alla lettera le istruzioni del guru, senza far sorgere visioni errate né collera. Seguirono i loro consigli alla perfezione e, come risultato, ottennero le realizzazioni e raggiunsero l’illuminazione nel breve arco di una vita di un’epoca degenerata. Allo stesso modo, per quanto duro sia lavorare per il vostro Centro, dobbiamo seguire quegli esempi e vederne i benefici incredibili, vasti come il cielo senza limiti. Allora il lavoro diventa la cosa più piacevole della nostra vita, la cosa più bella da fare nella vita.
Ma questo signoifica ancora pensare solo a noi stessi; ora, invece, pensando agli innumerevoli esseri senzienti, sappiamo che dobbiamo aiutarli. Il vostro Centro esiste per loro, per beneficarli, per liberarli dagli oceani di sofferenza saṃsārica e condurli all’illuminazione. I Centri esistono per questo.
Le persone vengono da voi per ricevere in particolare gli insegnamenti Mahāyāna, non solo generici insegnamenti buddhisti. Il Buddhismo si distingue dalle altre religioni per la compassione verso tutti: non solo verso coloro che venerano il Buddha, ma verso ogni singolo essere senziente, che ami o meno il Buddha. Compassione per tutti — ogni singola formica, ogni singola zanzara, ogni singolo pesce, ogni singolo essere senziente — desiderando che siano liberi dalla sofferenza e dalle sue cause. La grande compassione (mahākaruṇā) si ha quando ci assumiamo la responsabilità di farlo in prima persona.
Il Buddhismo in generale, e in particolare gli insegnamenti Mahāyāna, insegnano a non causare danno. Quando prendiamo rifugio, ci impegniamo a non nuocere agli altri esseri senzienti. Il Buddhismo Mahāyāna — che il Buddha insegnò in India, che si diffuse in Tibet e ora è presente in tutto il mondo — mira a beneficiare gli altri esseri senzienti, ogni singolo essere senziente che vuole la felicità e non vuole la sofferenza.
Quando le persone vengono a studiare il Dharma nei vostri Centri, ascoltano, meditano, riflettono e praticano con la bodhicitta. Scoprono che cos’è la bodhicitta, la responsabilità di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza e dalle sue cause e di condurli all’illuminazione, di portare loro la felicità. Per farlo in modo perfetto, dobbiamo raggiungere lo stato di onniscienza.
Le persone che vengono a studiare il Dharma nei Centri, a praticare con bodhicitta, a fare meditazione e così via — qualunque attività svolgano — imparano a farlo con la bodhicitta, beneficando così tutti gli esseri senzienti, non solo durante la meditazione ma in tutte le loro attività per il bene di tutti. Pertanto i Centri recano beneficio a ogni singolo essere senziente.
L’organizzazione FPMT beneficia ogni singolo essere senziente, ogni formica, zanzara, mosca, ogni singolo essere che vuole la felicità e non vuole la sofferenza. L’organizzazione FPMT e i Centri beneficano ogni singolo essere. Perciò è la cosa più felice, più piacevole, la cosa più bella da fare nella vita.
Come prevenire il burnout lavorando in un Centro
Non siamo tutti uguali; dipende molto da ciascun individuo, da quanto è profonda la comprensione del Dharma. Quanto ci si stressa dipende da quello. In generale, il burnout colpisce chi ha una comprensione meno profonda. Si accettano gli insegnamenti, il che è positivo, ma a un livello più superficiale, con meno profondità quindoi ci si stressa e si finisce facilmente in burnout. Chi invece ha una comprensione più profonda non va in burnout, o ci va meno.
È necessaria un po’ di abilità, in accordo con il proprio stato mentale. Se si è esauriti o stanchi, si fa fino a questo punto. Per non “bruciarsi” del tutto, si fa ciò che si può in base al livello della propria mente. Alcune persone riescono ad attraversare le difficoltà e a sopportarne molte perché comprendono [il Dharma] e lo sentono più profondamente. Oppure si può [lavorare per il Centro] in certi periodi, così da non esaurirsi completamente. Altrimenti, può capitare di non riuscire più a fare nulla per molto tempo o andarsene e poi… morire!
È bene riflettere su questo ed è bene consultarsi [con gli altri]. È sempre bene confrontarsi quando ci sono cose che non si sanno. Altri studenti possono sapere, quindi è bene consultarsi con loro. Più si sa, più si riesce a gestire la propria mente, in modo da non lasciarsi bruciare del tutto o da non arrendersi. Questo non deve accadere.
Anche la mente è come un medico e un paziente: trattiamo la mente come se fosse un paziente, o come un guru con il discepolo, o come un genitore con un figlio. Trattate la mente così. È sempre bene consultarsi. Alcune persone hanno idee diverse su come fare le cose e questo può aiutare: conoscere i diversi modi di pensare. Così lo stress se ne va, facendo le cose in modo diverso; chiedete agli altri e discutetene con loro.
Rallegrarsi in modo corretto
Gioire nella propria pratica è molto, molto importante, importantissimo. Se lavoriamo per un’azienda che non beneficia particolarmente gli esseri senzienti — più legata al potere e alla ricchezza del proprietario — è diverso. Ma noi siamo un’organizzazione religiosa buddhista, un’organizzazione Mahāyāna: l’FPMT beneficia ogni singolo essere senziente, ogni piccola mosca; quando camminiamo nell’erba o guidiamo vediamo quante ce ne sono. Siamo qui per beneficiare ogni singolo essere senziente, quindi: rallegratevi, provate una gioia corretta.
Esiste una compassione errata: ad esempio, se uno yogi vive in una grotta senza nulla, i turisti occidentali pensano: «Poverino, non ha niente, starà sicuramente soffrendo!» I turisti non capiscono che ha piena soddisfazione, e forse anche realizzazioni, avendo rinunciato all’attaccamento. I turisti non lo sanno, quindi pensano: «Poverino.» Quella è compassione errata.
Esiste la compassione errata, la pazienza errata e anche il gioire errato. Se confrontiamo il lavoro per un’altra azienda con l’FPMT — anche se guadagnassimo un miliardo di dollari al giorno in quell’altra azienda — il Buddhismo Mahāyāna, attraverso l’FPMT, aiuta ogni singolo essere senziente: è qualcosa di completamente diverso. Questo è il gioire corretto! È incredibile. In altre aziende, anche guadagnando cento milioni di dollari al giorno, il lavoro non vale nulla.
Anche avere un milione di dollari non è niente. Tutti siamo nati innumerevoli volte come re universale, come Indra, come Brahmā. Abbiamo avuto tutte le ricchezze, quindi un milione di dollari non fa alcuna differenza. Abbiamo avuto ricchezze innumerevoli volte, ma queste non ci hanno liberato dal saṃsāra. Ora, con il Buddhadharma — il Buddha ha insegnato le quattro nobili verità e gli insegnamenti Mahāyāna — non solo possiamo liberarci dalla sofferenza, ma possiamo raggiungere l’illuminazione. Per questo stiamo lavorando. È incredibile!
Nel complesso, nell’FPMT, lo studio del Dharma — sūtra e tantra — è molto vasto. Abbiamo 46 ghesce (nel 2017 n.d.t.), provenienti dal Nepal, principalmente da Sera; abbiamo ghesce eruditi che hanno studiato e praticato per tutta la vita. Naturalmente sono eruditi, perché tutti loro hanno studiato il vasto corpo di sūtra e tantra per tutta la vita. Anche molti laici tibetani stanno studiando, come ha chiesto loro Sua Santità il Dalai Lama. Giovani e anziani studiano il dibattito. Questo accade moltissimo in Tibet e anche a Dharamsala.
A volte è necessario organizzare ritiri per realizzare il sentiero — non solo recitazioni di mantra, milioni di mantra, ma la realizzazione del sentiero, i tre aspetti principali del sentiero (lam gtso rnam gsum) e i due stadi del tantra — per avere nel cuore ciò che fu detto dal Buddha e da Lama Tsongkhapa.
Dobbiamo mettere impegno anche nel ritiro per realizzare il sentiero. Stiamo cercando di farlo, come a Washington, dove pensiamo di costruire alcune case. Non è ancora avvenuto, ma vogliamo invitare un monaco di Sera che è andato a fare ritiro in Tibet. Stiamo pensando di invitarlo per due o tre mesi, non per risiedere stabilmente, ma per venire di tanto in tanto. Così gli studenti possono dedicare la propria vita al sentiero.
In generale, ciò che desidero vedere nella FPMT è una maggiore formazione, il diventare abili, addestrati in modo positivo, nel buon cuore, nella bodhicitta. È così che vorrei vedere gli studenti della FPMT, vorrei che avessero questa caratteristica: il buon cuore. Con più buon cuore, più pace e felicità nelle nostre vite, saremo in grado di causare più pace e felicità agli esseri senzienti e a questo mondo. Quindi l’istruzione, lo studio dei testi, è ciò che è avvenuto negli ultimi anni, ed è un bene. È una grandissima fortuna essere guidati da dotti ghesce. Siamo molto fortunati ad averli; siamo un’organizzazione molto fortunata.
Tradotto da Working at the Dharma Center: Bearing Hardship with a Happy Mind






