Il lignaggio del sentiero graduale ha avuto inizio con Guru Shakyamuni, il fondatore di questa era del Buddhadharma (Hinayana, Mahayana e Vajrayana). Si possono ricondurre tutti gli argomenti degli insegnamenti a due tematiche principali: saggezza profonda e metodo vasto.
Il sistema del sentiero graduale è stato tramandato intorno all’anno 400 d.C. da Maitreya ad Asanga (Pagpa Togme), il più importante maestro della filosofia Yogacara, o Vijnyanavada. Gli insegnamenti sono stati trasmessi da lui gradualmente attraverso i grandi pandit indiani. Il primo fu Vasubandhu (Yig gi Nyen), uno degli esseri più eruditi al mondo in quel periodo, poi lo seguirono:
- Arya Vimuktisena (Pagpa Namdrol De), il fondatore della Via di Mezzo;
- Vimuktisenagomin (Tzunpa Namdrol De), il fedele;
- Paramasena (Chokyi De), il soggiogato nella saggezza;
- Vinitasena (Drolwa De);
- Vairocana (Nam Nangdze);
- Haribhadra (Senge Zangpo), che sviluppò il sentiero delle paramita;
- Kusali, il detentore di tutte le tecniche del Buddha;
- Ratnasena (Gewachan);
- Suvarnadvipa (Serlingpa) che conseguì il grande ottenimento della bodhicitta;
- e, infine, gli insegnamenti passarono al grande Atisha.
Il lignaggio della saggezza fu trasmesso a Manjushri e giunse al grande filosofo Nagarjuna (Ludrub), il padre della filosofia Madhyamaka, intorno al 150 d.C. Il suo successore, Chandrakirti (circa 600 d.C.) chiarì le pure visioni di Nagarjuna e offrì l’insegnamento a Vidyakokila il Giovane (il secondo Rigpa Kujug), il quale lo trasmise al grande detentore degli insegnamenti, Atisha, che a sua volta lo tramandò a Drom Tönpa.
Dipamkara Shrijnyana (Atisha)
Atisha nacque nel Bengala nel 982 d.C. come principe di una famiglia nobile. Nel corso della sua vita ottenne la conoscenza perfetta e, avendo così ben dotato la sua mente, realizzò grandi opere per il Buddhadharma. Atisha raggiunse la piena comprensione del significato profondo degli insegnamenti del Tripitaka e, sulla base di questo conseguimento — la conoscenza degli addestramenti superiori nell’etica, nella concentrazione e nella saggezza — realizzò completamente i tre Veicoli: l’Hinayana, il Mahayana e il Vajrayana. Atisha si attenne rigorosamente alla condotta etica e ai livelli di ordinazione di questi Veicoli.
Protesse questi precetti e quelli di bodhicitta come fossero la sua vita, nello stesso modo in cui uno yak, la cui coda si è impigliata in un cespuglio, la protegge dal danno anche se la sua vita è minacciata da cacciatori. Atisha si adoperò per il Buddhadharma sia in India sia in Tibet. In India, a Mogada, Odantapuri e Vikramashila confutò completamente i discorsi empi, le dispute, le contestazioni e le comprensioni errate dei pagani attraverso la logica del dibattito. Dopo queste vittorie, divenne la guida di tutti, stabilì il Sangha e diede insegnamenti. Fra i suoi discepoli indiani c’erano Pitoba, Dharmakaramati e Uma Songe Sä Nyingpo.
Atisha venne invitato in Tibet da Talä Lamä Kukye, il quale inviò in India i grandi traduttori Gyatsonseng e Nagtso Tsültrim
La loro missione ebbe successo e, nonostante viaggi difficili e pericolosi, Atisha giunse in Tibet nel 1042 d.C. Trascorse tre anni nella regione dell’Ü, nel Tibet centrale, e dello Tsang. Propagò gli insegnamenti del Buddha in luoghi dove erano scomparsi e li ravvivò e sviluppò nei luoghi in cui la pratica era degenerata. Purificò completamente le comprensioni e le visioni errate ed eretiche del Buddhadharma, e compose il famosissimo testo Jangchub Lam drön, la Lampada sul sentiero per l’Illuminazione.
Questo testo contiene tutti i significati dei sutra e dei tantra in una forma comprensibile anche per chi è dotato di una mente molto limitata, e non è in grado di comprendere le visioni profonde del Buddhadharma, che non capisce la pratica e che ha credenze opposte al Buddha. Atisha fondò la scuola nota come Kadampa. Si afferma che si devono possedere dei prerequisiti per essere qualificati a comporre opere sacre riguardanti il Buddhadharma. Si deve possedere una di queste tre qualifiche:
- 1. competenza nelle cinque categorie della conoscenza: a. conoscenza interiore (del Dharma) b. conoscenza dell’artigianato, inclusa la pittura e i mandala particolarmente complessi c. conoscenza della medicina e dell’igiene d. logica e. conoscenza del suono, cioè, del linguaggio, della poesia, dei suoni animali, dell’acqua, ecc.
- 2. avere ricevuto insegnamenti sugli argomenti del Lam drön tramite un lignaggio ininterrotto da Guru Shakyamuni attraverso santi esseri realizzati;
- 3. avere il permesso da una divinità o dal guru; essi autorizzano i grandi pandit prima che questi possano scrivere libri sulle iniziazioni e così via.
Atisha era qualificato perché possedeva tutti i prerequisiti e pertanto non era affatto come gli studiosi moderni, privi di esperienza, che scrivono libri sul Buddhadharma.
Ci sono quattro grandi conoscenze derivanti dal testo Jangchub Lam drön:
- La conoscenza che porta alla comprensione che i diversi aspetti del Buddhadharma non sono contraddittori. La cosa più importante da comprendere all’inizio della nostra pratica è non vedere alcuna differenza di scopo fra Hinayana, Mahayana e Vajrayana. Tuttavia, dovremmo avere il guru giusto, che dia le istruzioni corrette in accordo al livello mentale del discepolo. Chi non ha gustato l’essenza del Buddhadharma, con mente egocentrica pensa: “Io sono un mahayanista e non ho bisogno di praticare l’Hinayana”, oppure “io sono un praticante Vajrayana e il Mahayana non è per me”.
Con simili concetti non porteremo mai a termine la pratica del Buddhadharma e ci allontaneremo solo di più dall’Illuminazione. Pertanto, tutti gli studenti devono fare attenzione a questo punto. L’Illuminazione è la purificazione completa di ogni singolo difetto e il perfezionamento di tutte le realizzazioni. Ciò può essere ottenuto dal praticante Mahayana, ma queste pratiche includono le realizzazioni degli altri sentieri. Non c’è alcun Buddhadharma che non purifichi ogni singolo difetto o che non faccia conseguire ogni singola realizzazione; perciò, non c’è nulla che l’allievo del sentiero Mahayana non possa ottenere. L’ottenimento dell’Illuminazione dipende dal completare la pratica generale, cioè mantenere i precetti delle suddivisioni Hinayana degli insegnamenti. Così, non vi è modo che un vero mahayanista eviti la pratica Hinayana. Analogamente, il praticante Vajrayana deve progredire dimorando nella bodhicitta e nella pratica delle sei perfezioni, come viene enfatizzato ampiamente negli insegnamenti tantrici; pertanto, anch’egli segue il sentiero Mahayana. - La conoscenza con cui comprendiamo tutti gli aspetti del Buddhadharma nelle pratiche fondamentali. Attraverso lo studio degli insegnamenti del Lam drön, possiamo comprendere chiaramente la grande moltitudine di commentari sulle pure visioni dell’Illuminato, esposte in tecniche fondamentali, e sorge la ferma convinzione che questa moltitudine contiene le tecniche migliori.
- La conoscenza tramite la quale realizziamo pienamente le pure visioni profonde degli illuminati. Gli esseri di intelligenza inferiore impiegano molto tempo e devono superare grandi ostacoli per conseguire la comprensione dei trattati vasti e profondi. Tramite la pratica del Lam drön, possiamo invece comprendere facilmente i punti importanti delle profonde opere del Buddha.
- La conoscenza che arresta automaticamente tutte le grandi azioni negative. Alcuni esseri creano un karma incredibilmente negativo evitando o denigrando il Dharma — per esempio indicando come negativi alcuni insegnamenti e altri come sacri, alcuni degni e altri privi di valore — non comprendendo che tutti i Buddhadharma sono metodi diretti o indiretti per raggiungere l’Illuminazione. Il karma negativo derivante dall’evitare il Dharma è fra i peggiori: è peggio che distruggere tutti i sacri stupa nell’universo, o uccidere tanti arhat quanti sono gli atomi in tutti i granelli di sabbia del Gange. Questo è stato affermato da Guru Shakyamuni. Così, la comprensione e la pratica del Lam drön ci tiene lontani da queste azioni negative e diminuisce il potere delle negatività create in precedenza.
Atisha aveva i seguenti discepoli tibetani:
- il grande traduttore (lotsawa) Rinchen Zangpo Nagtso da Nga Nyi, nel Tibet nord-occidentale;
- Lha Lama Jangchub Ö, dallo Tsang;
- Gargewa Gökugpa Lhäwatsä da Lhodrag;
- Chagpa Trimachog, dal Kam;
- Nälgor Chenpo, Gönpawa, Sherab Dorje e Chagdar Tönpa;
- dal Tibet Centrale c’erano anche Ku Ngog, e Drom Sum;
- ma il discepolo più vicino era Drom Tönpa.
Io e tutti gli esseri senzienti ci prostriamo e prendiamo rifugio nel Guru Losang Tubwang Dorje Chang, che è la porta fondamentale da cui provengono tutta la conoscenza, felicità e perfezione.
Guru Lama Tzong Khapa
Gli insegnamenti furono tramandati dai grandi pandit indiani al grande Guru Lama Tzong Khapa (1380 d.C. circa) tramite una ventina di famosi meditatori nel lignaggio della tradizione Kadampa. Da Guru Lama Tzong Khapa gli insegnamenti furono tramandati attraverso diciassette o diciotto suoi discepoli. Questo grande guru scrisse un commentario all’insegnamento Lam drön di Atisha intitolato Jangchub lam rim, il Sentiero graduale per l’Illuminazione.
Questo testo era per i seguaci estremamente ignoranti. È ben noto che grazie alla pratica del lam rim molti esseri fortunati hanno capito chiaramente le pure visioni del Buddha, vaste e profonde come lo sconfinato oceano ed esposte nei commentari. Tramite le pratiche fondamentali raggiunsero la piena comprensione di tutta la conoscenza del Buddha ottenendo così l’Illuminazione. Lama Tzong Khapa trasmise questi insegnamenti a molti dei suoi compagni meditatori e in tal modo sono giunti fino ai tutori di Sua Santità il Dalai Lama. Io li ho ricevuti da questi Guru, queste venerabili guide esteriori.
Tratto da L’addestramento mentale mahayana.
L’addestramento mentale mahayana
Lama Zopa Rinpoce
L’addestramento mentale Mahayana
Una guida che conduce rapidamente all’illuminazione
Traduzione della Ven. Ghialten Ciotso (Daniela Brandstetter)
Edizione: brossura, 340 pp.
ISBN 979-12-80233-20-2





