Lamdre: il sentiero e il suo frutto

Lamdre: il sentiero e il suo frutto

Indice

Il sistema del Lamdre (Wyl. lam ‘bras) si traduce letteralmente come “Il Sentiero e il suo Frutto” o “Il Sentiero con il suo Risultato” e rappresenta il vertice della tradizione Sakya del Buddhismo tibetano. Derivato dal termine sanscrito mārgaphala, questo corpus di insegnamenti non è semplicemente una raccolta di tecniche meditative, ma una struttura filosofica e soteriologica enciclopedica che sintetizza l’intero spettro delle dottrine buddhiste, dai veicoli fondamentali (Hinayana) fino alle vette dell’Anuttarayoga Tantra. Al cuore del Lamdre risiede la visione profonda dell’inseparabilità tra il samsara (l’esistenza condizionata) e il nirvana (la liberazione), un concetto che ribalta le interpretazioni dualistiche e propone una realizzazione basata sulla trasformazione immediata della percezione.

Genesi e fondamenti filosofici 

La dottrina del Lamdre si fonda sulla premessa che il risultato della pratica — lo stato di illuminazione — non sia un traguardo esterno da raggiungere in un futuro remoto, ma sia intrinsecamente contenuto nel sentiero stesso. Questa prospettiva si basa sulla natura di Buddha presente in ogni essere senziente, oscurata da afflizioni mentali e karmiche che ne impediscono il riconoscimento. Il termine “Lamdre” indica dunque che il sistema racchiude in sé sia i metodi di purificazione (il sentiero) sia l’esperienza diretta della realtà ultima (il frutto) come un’unità indivisibile.

La visione centrale, nota come khor de yermey (Wylie: ‘khor ‘das dbyer med), sostiene che la mente sia la radice comune sia del samsara che del nirvana. Se la mente è distorta dall’ignoranza e dalle tendenze karmiche, essa sperimenta l’apparenza impura del samsara; se la mente è purificata, essa si manifesta come nirvana. Non vi è dunque una distinzione ontologica tra i due stati, ma solo una differenza nella modalità di percezione. Per illustrare questo punto, la tradizione Sakya utilizza spesso l’analogia del volto e della sua immagine riflessa: sebbene possano apparire come due entità, sono inseparabili nella loro essenza.

Questa visione non-duale viene coltivata attraverso una struttura pedagogica divisa in due sezioni principali: la Triplice Visione (Nang Sum), che prepara il praticante attraverso gli insegnamenti dei Sutra, e il Triplice Tantra (Gyü Sum), che introduce alle pratiche esoteriche del ciclo di Hevajra.

Dalle origini indiane alla trasmissione tibetana

La storia del Lamdre è un resoconto di trasmissioni mistiche e rigore accademico che attraversa oltre un millennio di storia indo-tibetana. Sebbene gli insegnamenti risalgano al Buddha Shakyamuni, che si ritiene abbia esposto il Hevajra Tantra, la loro codificazione sistematica è indissolubilmente legata al Mahasiddha indiano Virupa.

Vissuto tra il IX e il X secolo d.C., Virupa è considerato il fondatore del Lamdre. Nato in una famiglia reale, rinunciò al trono per entrare nella celebre università del Nalanda, dove divenne un erudito di eccezionale fama e infine abate sotto il nome di Shri Dharmapala. Nonostante decenni di studio e la pratica segreta del tantra di Chakrasamvara, Virupa non ottenne segni tangibili di realizzazione e, colto dallo scoraggiamento, gettò la sua mala in un luogo impuro.

Tuttavia, quella stessa notte ebbe una visione della divinità Nairatmya (la consorte di Hevajra), che lo esortò a purificare la mala e a continuare la pratica. Nei sei giorni successivi, Virupa ottenne i sei bhumi (stadi dell’illuminazione) e realizzò la saggezza primordiale. Da quel momento, abbandonò la vita monastica istituzionale per vivere come uno yogi errante, manifestando numerosi miracoli per sottomettere correnti filosofiche distorte e diffondere il Vajrayana. Per il beneficio del suo discepolo Krishnapa (noto anche come Kanha), Virupa compose i Versi Vajra (Vajra Gatha), che costituiscono il testo radice del sistema Lamdre.

La trasmissione indiana e l’arrivo in Tibet

Il lignaggio passò da Virupa ai suoi due discepoli principali, Dombipa e Krishnapa, e successivamente attraverso una serie di maestri indiani fino a Gayadhara. Nel XI secolo, durante il periodo del Rinascimento buddhista in Tibet (Chidar), il traduttore Drogmi Lotsawa Shakya Yeshe (992-1072) si recò in India e Nepal, dove trascorse diciotto anni studiando sotto la guida di maestri come Shantipa e Viravajra. Fu tuttavia Gayadhara a portare l’intero corpus del Lamdre a Mukhulung, in Tibet, insegnandolo a Drogmi per un periodo di tre anni. Drogmi Lotsawa divenne così il primo tibetano a detenere l’intero lignaggio, stabilendo le basi per quella che sarebbe diventata la scuola Sakya.

Khon Konchog Gyalpo e la fondazione della scuola Sakya

Il lignaggio del Lamdre trovò la sua dimora definitiva nella famiglia Khon, una stirpe nobiliare che vantava origini celesti. Khon Konchog Gyalpo (1034-1102), discepolo di Drogmi Lotsawa, ricevette da quest’ultimo le istruzioni tantriche e, nel 1073, fondò il monastero di Sakya (Terra Grigia) nella regione del Tsang, adempiendo ad antiche profezie. Da questo monastero la tradizione prese il nome di Sakyapa e il Lamdre ne divenne il cuore pulsante e la principale pratica tantrica.

Sebbene Khon Konchog Gyalpo abbia fondato il monastero, la sistematizzazione del Lamdre e l’ascesa della scuola Sakya al primato spirituale e politico in Tibet furono opera dei suoi successori, noti come i “Cinque Patriarchi” o “Cinque Venerabili Maestri Supremi”.

Sachen Kunga Nyingpo (1092-1158)

Figlio di Konchog Gyalpo, Sachen Kunga Nyingpo è considerato il vero artefice della scuola Sakya. Egli non solo ereditò il lignaggio da suo padre e da maestri come Zhangton Chobar, ma ricevette trasmissioni dirette in visione dallo stesso Mahasiddha Virupa, che gli apparve per un mese intero conferendogli settantadue tantra dell’Anuttarayoga. Sachen fu il primo a mettere per iscritto le istruzioni che fino ad allora erano state trasmesse solo oralmente e in segreto, scrivendo undici commentari fondamentali ai Versi Vajra. Sotto la sua guida, il Lamdre divenne la pratica centrale della tradizione.

Sonam Tsemo (1142-1182) e Jetsun Dragpa Gyaltsen (1147-1216)

Sachen ebbe quattro figli, di cui Sonam Tsemo e Dragpa Gyaltsen divennero il secondo e il terzo dei grandi patriarchi. Sonam Tsemo fu un erudito eccelso fin dalla giovane età, mentre Dragpa Gyaltsen divenne il principale detentore del lignaggio e autore di testi fondamentali come il Pod Ser (Il Volume Giallo), essenziale per la pratica rituale del Lamdre. Entrambi mantennero lo status di praticanti laici celibi, unendo l’impegno spirituale con la gestione del lignaggio familiare.

Sakya Pandita Kunga Gyaltsen (1182-1251)

Nipote di Dragpa Gyaltsen, Sakya Pandita (Sa-pan) è celebrato come uno dei più grandi studiosi della storia tibetana. Fu il primo tibetano a ricevere il titolo di “Pandita” per la sua padronanza delle cinque scienze maggiori (logica, grammatica, arte, medicina e filosofia spirituale). Sa-pan difese rigorosamente la purezza degli insegnamenti del Lamdre contro le interpretazioni erronee e stabilì il primato della logica e del dibattito nella formazione monastica. La sua influenza si estese oltre il Tibet quando fu invitato alla corte mongola, dove convertì Godan Khan e stabilì una storica alleanza.

Drogön Chögyal Phagpa (1235-1280)

L’ultimo dei cinque patriarchi, nipote di Sakya Pandita, divenne il precettore spirituale dell’imperatore mongolo Kublai Khan. Chögyal Phagpa fu nominato sovrano temporale del Tibet, dando inizio a un periodo di egemonia Sakya sulla regione. Egli diffuse il Lamdre in tutta l’Asia interna e inventò un nuovo sistema di scrittura per la lingua mongola, noto come scrittura Phagpa.

Struttura dottrinale: Nang Sum e Gyü Sum

Il Lamdre è strutturato come un percorso integrato che conduce il praticante dalla condizione ordinaria alla piena illuminazione attraverso due fasi principali.

La triplice visione (Nang Sum)

La prima parte del sistema riguarda il livello dei Sutra e si concentra sulla purificazione della percezione attraverso tre stadi meditativi:

  1. Visione impura (Snang ba ma dag pa): questa fase è rivolta ai praticanti principianti e si concentra sulle riflessioni che generano la rinuncia. Include meditazioni sulla rarità e il valore della preziosa rinascita umana, sull’impermanenza di tutti i fenomeni e sulla legge di causa ed effetto (karma). Lo scopo è comprendere che l’esistenza ciclica (samsara) è intrinsecamente insoddisfacente.
  2. Visione dell’esperienza (Nyams kyi snang ba): si riferisce alle esperienze meditative che sorgono nel praticante che ha iniziato a stabilizzare la mente. Include visioni di divinità, esperienze di beatitudine o chiarezza, e la comprensione della vacuità fenomenica. È una fase di transizione in cui la percezione ordinaria inizia a dissolversi.
  3. Visione pura (Dag pa’i snang ba): rappresenta il culmine del sentiero, in cui il praticante riconosce la realtà così come viene percepita dai Buddha. In questa fase, ogni apparenza è vista come la manifestazione inseparabile di saggezza e beatitudine.

Il Triplice Tantra (Gyü Sum)

La seconda parte del Lamdre entra nel regno esoterico del Vajrayana, basandosi principalmente sul Tantra di Hevajra. Si suddivide in tre “continuità” (tantra):

  • Tantra della causa (Gzhi rgyu’i rgyud): si riferisce alla base universale o natura di Buddha. Insegna che la mente stessa è la causa dell’illuminazione e che il samsara e il nirvana sono inseparabili fin dal principio.
  • Tantra del metodo (Thabs kyi rgyud): comprende le tecniche di trasformazione yogica. Include le quattro iniziazioni (Vaso, Segreta, Saggezza-Beatitudine e Quarta Iniziazione), lo stadio di generazione (kyerim) in cui si visualizza la divinità di Hevajra e la sua consorte Nairatmya, e lo stadio di completamento (dzogrim) che lavora con i canali sottili, i venti e le gocce.
  • Tantra del risultato (Abras bu’i rgyud): Descrive la realizzazione finale, lo stato di Vajradhara, caratterizzato dai cinque corpi dell’illuminazione (kaya) e dalle cinque saggezze primordiali.

Evoluzione storica: Tsokshe e Lopshe

Nel XV secolo, la trasmissione del Lamdre subì una scissione metodologica che portò alla formazione di due lignaggi distinti, pur mantenendo la stessa essenza filosofica. Questa evoluzione è attribuita a Muchen Sempa Chenpo Konchog Gyaltsen (1388-1469), discepolo di Ngorchen Kunga Zangpo.

Muchen decise di dividere l’insegnamento per preservare la segretezza dei punti più profondi:

  • Lamdre Tsokshe (Spiegazione per le assemblee): è la presentazione generale del Lamdre, insegnata a grandi gruppi di monaci e laici. Questo lignaggio è stato preservato principalmente nel monastero di Ngor Ewam Choden, fondato da Ngorchen Kunga Zangpo nel 1429.
  • Lamdre Lopshe (Spiegazione per i discepoli privati): contiene le istruzioni più esoteriche, essenziali e dettagliate, trasmesse solo a pochi discepoli scelti in contesti privati. Questa tradizione è stata promossa da Tsarchen Losal Gyatso (1502-1566), fondatore della sottoscuola Tsarpa.

Letteratura e testi fondamentali 

Il Lamdre si basa su un vasto corpus di testi, molti dei quali sono considerati segreti e accessibili solo dopo aver ricevuto le appropriate iniziazioni.1

Il testo radice assoluto sono i Versi Vajra (rDo rje tshig rkang) di Virupa. Si tratta di un testo estremamente breve e criptico, composto da istruzioni condensate che richiedono commentari orali dettagliati per essere comprese. In essi sono contenute le istruzioni essenziali sulla Triplice Visione e sui Tre Tantra.

Commentari storici rilevanti

  • Undici Commentari di Sachen Kunga Nyingpo: questi testi hanno trasformato il Lamdre in una tradizione scritta. Uno dei più celebri è il Yum don ma, che collega i versi di Virupa al Cakrasamvara Tantra.
  • Pod Ser (Il Volume Giallo) di Dragpa Gyaltsen, una delle guide più complete alla pratica di Hevajra e del Lamdre.
  • Pod Nag (Il Volume Nero) di Lama Sonam Gyaltsen, altro pilastro della letteratura Sakya.
  • Tre Visioni (Snang gsum) di Ngorchen Konchog Lhundrup, forse il commentario più noto in Occidente, che espone in modo chiaro le fasi preliminari del sentiero.
  • Le opere di Ameshab Ngawang Kunga Sonam (1597-1659) il XXVII Sakya Trizin fu un prolifico storico che scrisse cronache dettagliate sulla trasmissione del Lamdre e del tantra di Hevajra, assicurando la conservazione del lignaggio attraverso i secoli.

Esponenti del passato e dell’epoca moderna

Oltre ai fondatori, numerosi maestri hanno brillato nella storia del Lamdre, molti dei quali sono attivi ancora oggi.

  • Ngorchen Kunga Zangpo (1382-1456): fondatore del lignaggio Ngor e uno dei più prolifici autori Sakya.
  • Tsarchen Losal Gyatso (1502-1567): detentore principale della trasmissione Lopshe e maestro di figure come il Terzo Dalai Lama.
  • Gorampa Sonam Senge (1429-1489) un genio della filosofia Sakya le cui opere sono alla base del curriculum dei collegi monastici di questa scuola.

La leadership della scuola Sakya è legata alla famiglia Khon, che oggi risiede principalmente in esilio in India.

  • S.S. Kyabgon Gongma Trichen Rinpoche (XLI Sakya Trizin) nato nel 1945, ha guidato la scuola per oltre cinquant’anni, ristabilendo i monasteri in India e diffondendo il Lamdre globalmente. È considerato uno dei più grandi maestri viventi del buddhismo tibetano.
  • S.S. Ratna Vajra Rinpoche (XLII Sakya Trizin): figlio maggiore del XLI Trizin, è salito al trono nel 2017 secondo il nuovo sistema di rotazione. È noto per il suo curriculum impeccabile e per la capacità di insegnare in inglese a un pubblico internazionale.
  • S.S. Gyana Vajra Rinpoche (XLIII Sakya Trizin): fratello minore di Ratna Vajra, è l’attuale detentore del trono (dal 2022). Si dedica intensamente alla formazione dei giovani monaci attraverso progetti come la Sakya Academy.
  • H.E. Luding Khenchen Rinpoche: uno dei detentori del lignaggio più anziani e rispettati, specialmente per la trasmissione Ngorpa.
  • H.E. Chogye Trichen Rinpoche (1920-2007): capo del lignaggio Tsarpa e maestro di S.S. il XLI Sakya Trizin e del XIV Dalai Lama.

Lamdre e Lamrim: somiglianze e divergenze

Sebbene entrambi i termini significhino “stadi del sentiero” in senso lato, il Lamdre (Sakya) e il Lamrim (Gelug/Kadam) rappresentano approcci distinti alla pratica buddhista.

Il Lamrim (Stadi del Sentiero) deriva dall’opera di Atisha (XI secolo), Lampada sul sentiero dell’Illuminazione, ed è stato elevato a sistema primario dalla scuola Gelug di Je Tsongkhapa. Si concentra sulla preparazione graduale della mente attraverso tre capacità (inferiore, media, superiore) basate esclusivamente sui Sutra.

Il Lamdre (Il Sentiero e il suo Frutto) integra Sutra e Tantra fin dall’inizio. Sebbene la “Triplice Visione” copra argomenti simili al Lamrim, lo fa in una prospettiva che prepara direttamente alla pratica di Hevajra.

Il Lamrim è visto come una mappa dettagliata che porta all’ingresso nel Vajrayana. Il Lamdre è visto come un sistema completo in cui la “fine” (il frutto) informa ogni passo del “principio” (il sentiero). Nel Lamdre, la natura di Buddha non è solo una potenzialità, ma la realtà operativa su cui si innesta ogni meditazione.

Istruzioni chiave

La profondità del Lamdre si rivela spesso in brevi istruzioni dirette che puntano alla natura della mente.

Sulla percezione della realtà:

“Per un essere senziente con afflizioni, appare la visione impura. Per uno yogin con concentrazione meditativa, appare la visione dell’esperienza. Per un Sugata con la ruota ornamentale dell’inesauribile corpo, parola e mente illuminati, appare la visione pura.” — Mahasiddha Virupa, Versi Vajra.

Sulla natura del sistema:

“Il termine lamdré significa ‘sentiero e risultato’. Questo termine indica che questo sacro sistema di insegnamenti incapsula la filosofia e le pratiche Sakya fondamentali che risultano nella realizzazione dell’indivisibilità di samsara e nirvana.” — XLI Sakya Trizin.

Sull’inseparabilità:

“Non importa quanto lo interpretiamo elaboratamente o in molti modi, la conclusione torna alla purezza della mente, alla purezza della natura. (…) In realtà è la stessa cosa. Questa è la natura dell’inseparabilità di queste due cose.” — Aenpo Kyabgon Rinpoce.

La diffusione e la pratica oggi

Il Lamdre continua ad essere trasmesso regolarmente dai detentori del trono Sakya. Tradizionalmente, viene insegnato in un unico luogo da un unico maestro per un periodo che varia dalle sei alle otto settimane. Questa modalità di insegnamento intensivo crea un ambiente di immersione totale che favorisce la realizzazione.

Il Lamdre rimane uno dei sistemi più sofisticati ed efficaci del buddhismo tibetano perché non separa la teoria dalla pratica, né la vita quotidiana dalla sacralità dell’illuminazione. Attraverso la visione dell’inseparabilità di samsara e nirvana, esso offre al praticante contemporaneo uno strumento per trasformare ogni esperienza — piacevole o dolorosa — in una causa per la liberazione. L’integrità del suo lignaggio, protetto per secoli dalla famiglia Khon e dalle sottoscuole Ngor e Tsar, assicura che le istruzioni originali di Virupa continuino a risuonare con la stessa potenza trasformativa di mille anni fa.1 Nel Lamdre, il sentiero non è una distanza da colmare, ma un velo da sollevare per rivelare la perfezione già presente nel cuore di ogni essere.

Bibliografia Consigliata

In italiano

  • Ngorchen Konchog Lhundrup, Le Tre Visioni: Insegnamenti fondamentali della tradizione Sakya del Buddhismo Tibetano, Chiara Luce Edizioni.    
  • S.S. Sakya Trizin, Il Sentiero e il suo Frutto, (testi e trascrizioni di cicli di insegnamenti orali).    

In inglese

  • Stearns, Cyrus. Taking the Result as the Path: Core Teachings of the Sakya Lamdre Tradition. Wisdom Publications, 2006.    
  • Stearns, Cyrus. Luminous Lives: The Story of the Early Masters of the Lam ‘bras Tradition in Tibet. Wisdom Publications, 2001.    
  • Ameshab Ngakwang Kunga Sonam. The Amazing Treasury of the Sakya Lineage (Vol. 1 & 2). Wisdom Publications, 2024.    
  • Lhundrup, Ngorchen Konchog. The Three Visions: Fundamental Teachings of the Sakya Lineage of Tibetan Buddhism. Snow Lion, 2013.    
  • Choedak, Lama. Lamdre: Dawn of Enlightenment. Gorum Publications, 2000.    
  • Nyima, Kunga Tenpay. The Three Levels of Spiritual Perception. Wisdom Publications, 2003.    
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