L’opera Elogio della grande compassione. Coltivare bodhicitta, diventare bodhisattva, scritta da Sua Santità il XIV Dalai Lama e dalla Venerabile Thubten Chodron, rappresenta un vero gioiello della letteratura sapienziale buddhista contemporanea. Il volume si inserisce come quinto “capitolo” della monumentale collana Saggezza e compassione, un progetto editoriale di portata storica che mira a tradurre la profondità della tradizione del Nalanda in un linguaggio accessibile e rigoroso per il pubblico moderno. In un’epoca segnata da crescenti polarizzazioni, crisi ecologiche e un senso diffuso di isolamento esistenziale, questo testo non si propone come un semplice manuale di dottrina, ma come una guida pratica alla resilienza emotiva e alla responsabilità universale. La forza del volume risiede nella sua capacità di integrare le diverse tradizioni — Pāli, Sanscrita e Cinese — offrendo una visione non settaria della compassione che sfida la logica dell’egocentrismo per proporre un modello di interdipendenza consapevole.
Un percorso sistematico verso il risveglio
Il valore di Elogio della grande compassione può essere pienamente apprezzato solo all’interno della progressione pedagogica della serie di cui fa parte. Questa collana è stata concepita dal Dalai Lama per fornire una presentazione completa del sentiero buddhista, strutturata secondo una logica che parte dalla condizione umana individuale per espandersi verso l’altruismo universale. I primi volumi hanno gettato le fondamenta epistemologiche e psicologiche: I primi passi sul sentiero buddhista ha esplorato la natura della mente e delle emozioni nel contesto contemporaneo; Le basi della pratica buddhista ha analizzato il karma e il processo di rinascita; Samsāra, nirvāņa e natura di buddha ha sviscerato le quattro nobili verità; infine, Sulle orme del Buddha ha introdotto gli addestramenti superiori nell’etica, nella concentrazione e nella saggezza.
Il quinto volume rappresenta il punto di svolta cruciale di questo percorso. Mentre i testi precedenti si concentrano sulla necessità di assumersi la responsabilità della propria felicità e sofferenza, Elogio della grande compassione sposta l’asse della pratica verso l’esterno, verso l’apertura del cuore agli altri. Questo passaggio non è solo un’aggiunta etica, ma un’evoluzione necessaria: per il praticante Mahāyāna, la propria liberazione è inseparabile dal benessere collettivo. Il testo funge dunque da manuale definitivo per chi aspira a generare la bodhicitta, l’intenzione altruistica di raggiungere il risveglio supremo per essere di massimo beneficio a tutti gli esseri senzienti.
La sintesi tra scienza, etica secolare e tradizione millenaria
Uno dei pregi più evidenti del volume è l’approccio multidisciplinare che il Dalai Lama adotta fin dall’introduzione. Egli sostiene che la compassione non sia una prerogativa di chi si considera una persona religiosa, ma una necessità biologica e sociale intrinseca alla sopravvivenza della nostra specie. Citando Charles Darwin ne L’origine dell’uomo, l’opera evidenzia come l’evoluzione umana sia stata guidata non solo dalla competizione, ma soprattutto dalla cooperazione e dall’estensione degli istinti sociali oltre i confini del proprio clan o della propria nazione. Questa prospettiva è supportata anche da citazioni di Albert Einstein, che descrive l’individuo come parte di un tutto chiamato universo, ammonendo che l’illusione di essere separati dal resto è una sorta di prigione mentale da cui lo sforzo spirituale deve liberarci.
Il momento storico attuale, caratterizzato da un’interdipendenza globale senza precedenti, rende queste riflessioni di estrema urgenza. Il Dalai Lama osserva che, più che in ogni altra epoca della storia umana, dipendiamo gli uni dagli altri per sopravvivere e prosperare. La consapevolezza che la felicità individuale è intrinsecamente legata a quella altrui trasforma la gentilezza da un’opzione lodevole a una logica di vita indispensabile. La sua famosa affermazione “la mia religione è la gentilezza” viene qui sviscerata attraverso argomentazioni razionali che ci invitano a superare la mentalità da vittima e a diventare agenti attivi del bene.
Metodologia didattica e struttura trasformativa
Il testo si distingue per una struttura pedagogica che unisce la profondità filosofica alla praticità meditativa. Ogni capitolo è corredato da “spunti di riflessione” progettati per passare dalla comprensione intellettuale alla realizzazione interiore. Questi strumenti non sono semplici riassunti, ma veri e propri esercizi di addestramento mentale che permettono al lettore di testare la validità degli insegnamenti nella propria esperienza quotidiana.
Il volume si articola in dieci capitoli che coprono l’intero spettro della coltivazione altruistica:
- I quattro incommensurabili: Un’esplorazione dettagliata di amore, compassione, gioia empatica ed equanimità, attingendo sia dalla tradizione Pāli sia da quella sanscrita.
- L’intenzione altruistica di bodhicitta: Definizione e cause della mente del risveglio.
- Le sette istruzioni di causa ed effetto: Il metodo classico per riconoscere la gentilezza degli altri attraverso l’analogia della madre.
- Eguagliare e scambiare se stessi con gli altri: Una pratica psicologica radicale per abbattere le barriere dell’egocentrismo.
- Diventare bodhisattva: La distinzione tra atteggiamento egocentrico e saggezza.
- Omaggio alla grande compassione: Un’analisi profonda dell’opera di Candrakīrti.
- Bodhicitta dell’aspirazione e dell’impegno: Il codice etico del bodhisattva.
- Buddhismo cinese: Un contributo unico che introduce voti e contemplazioni dell’Asia orientale.
- Tradizione Pāli: La riscoperta della bodhicitta nel canone Theravada.
- L’addestramento mentale (lojong): Tecniche per trasformare le avversità nel sentiero.
Recensioni internazionali e autorevolezza accademica
La ricezione di In Praise of Great Compassion nel mondo anglofono è stata entusiastica, confermando il valore universale dell’opera. Sharon Salzberg, una delle massime esperte mondiali di meditazione, descrive il volume come un’esplorazione profonda di quanto la compassione sia centrale nel sentiero del risveglio, lodando la complementarietà tra i discorsi del Dalai Lama e i suggerimenti pratici di Thubten Chodron.
Daniel Gilbert, professore di psicologia all’Università di Harvard, sottolinea come il libro offra lezioni cruciali non solo per i praticanti, ma per chiunque si occupi di benessere psicologico in tempi travagliati. Anche Ajahn Sundara, del monastero di Amaravati, accoglie il libro come un dono che illumina il terreno comune tra Theravada e Mahayana. Queste recensioni di figure provenienti da ambiti diversi — meditazione, psicologia e monachesimo — testimoniano la versatilità e l’ampio spettro di pubblico a cui l’opera si rivolge.
Per chi si trova a decidere se acquistare questo volume, ci sono diversi fattori unici da considerare. In primo luogo, rappresenta la trattazione più completa sulla bodhicitta mai pubblicata dal Dalai Lama in lingua italiana. A differenza di altri libri che trattano la compassione in modo generico, qui viene fornita una vera e propria ingegneria della trasformazione mentale, con passaggi tecnici e meditativi chiari.
In secondo luogo, il libro è un antidoto potente contro il cinismo moderno. Attraverso l’analisi del sé e del “non-sé”, gli autori spiegano che la sofferenza non è un destino ineluttabile, ma il risultato di visioni errate che possono essere corrette. Il volume offre strumenti etici per chiunque lavori in contesti di aiuto — medici, infermieri, assistenti sociali — fornendo una base filosofica per prevenire il cosiddetto “burnout da empatia” attraverso lo sviluppo di una compassione lucida e non egoica.
Infine, l’edizione in italiano garantisce una cura filologica elevata, con un glossario esaustivo e una bibliografia ragionata che rendono il testo un prezioso riferimento accademico e spirituale per gli anni a venire. Come affermato nel testo, la gentilezza ci circonda fin dal primo istante di vita: nostra madre e chi ci stava intorno ci hanno ricoperto di cure senza le quali non saremmo sopravvissuti. Ricambiare questa gentilezza non è solo un atto morale, ma la via più razionale verso la propria felicità duratura. Elogio della grande compassione è la bussola per orientarsi in questo viaggio straordinario verso l’apertura del cuore.
Elogio della grande compassione. Coltivare bodhicitta, diventare bodhisattva
Sua Santità il XIV Dalai Lama, Venerabile Thubten Chodron
Elogio della grande compassione
Coltivare bodhicitta, diventare bodhisattva
Collana Saggezza e compassione, vol. 5
Traduzione di Carolina Lami
Edizione: brossura, 514 pp.
ISBN 979-12-80233-52-3







