Meditazione sul calore interiore

Meditazione sul calore interiore

Indice

Il tummo affonda le sue radici storiche e dottrinali nelle pratiche tantriche indiane trasmesse in Tibet ed è in particolare uno dei Sei Yoga di Nāropa — un ciclo di pratiche yogiche dei lignaggi Kagyu e Gelug che nonno lo scopo di dissolvere i blocchi energetici nei canali sottili (nadi), a purificare i centri energetici (chakra) e a trasformare l’energia mentale ordinaria in un’esperienza di beatitudine pura e chiara, utilizzata come base per la realizzazione della natura della mente e del sentiero verso l’illuminazione. Di seguito troverete insegnamento di Lama Yeshe, pubblicato per la prima volta nel 1976 a Kopan nelle note supplementari per il nono corso di meditazione.

Esiste una relazione intima tra la nostra mente e il sistema nervoso sottile. L’energia mentale scorre attraverso il corpo all’interno di un sistema nervoso psichico composto da migliaia di canali sottili, trasparenti e delicati. I principali — noti come canale centrale, destro e sinistro — corrono paralleli, appena davanti alla colonna vertebrale. L’energia mentale pura può funzionare solo all’interno del canale centrale, mentre l’energia distorta scorre attraverso tutti gli altri.

Al momento, il nostro canale centrale è bloccato da nodi di energia negativa (rabbia, gelosia, desiderio, orgoglio e così via) in corrispondenza di punti energetici (chakra) situati alla base della spina dorsale, dell’ombelico, del cuore, della gola e della corona. Nella misura in cui questa energia distorta è attiva, l’energia pura della mente è bloccata e incapace di esprimersi. Pensiamo, ad esempio, all’enorme tensione fisica e mentale creata da un forte desiderio o dalla rabbia: non rimane alcuno spazio per la calma e la chiarezza.

La meditazione sul calore interiore (tummo) è un metodo meraviglioso per trasformare questa potente energia e sviluppare un controllo spontaneo su tutte le nostre azioni di corpo, parola e mente. La semplice soppressione dell’attaccamento, della rabbia e delle altre emozioni non le elimina, anzi le amplifica. La soluzione consiste invece nel trasformare letteralmente questa energia — che, per sua natura, non è né buona né cattiva — in un flusso energetico beato e libero.

Una pratica saggia e amorevole ci mostrerà che siamo capaci di gioia e appagamento autentici senza dover dipendere da oggetti esterni, un’idea che per la maggior parte di noi all’inizio sembra inconcepibile.

Questa pratica ci sostiene anche nello sviluppo della concentrazione su un singolo punto (samādhi). Di solito, la nostra mente insoddisfatta vaga senza sosta, spinta qua e là dalla forza dell’energia distorta nei canali psichici; tuttavia, se potessimo fare esperienza di una beatitudine così piacevole da volerci dimorare con tutto il cuore, semplicemente non sentiremmo più il bisogno di vagare altrove.

Come praticare

La motivazione iniziale

Siediti comodamente nel tuo spazio di meditazione e genera una forte motivazione positiva per dedicarti a questa pratica sul calore interiore. Assumi l’impegno amorevole di mantenere la mente rilassata, concentrata e libera da aspettative per l’intera sessione.

    Inizia visualizzando il canale centrale come un tubo trasparente e cavo, largo quanto un dito. Esso corre dritto attraverso il centro del corpo, appena davanti alla colonna vertebrale, dalla sommità della testa fino alla base della spina dorsale.

    Successivamente, visualizza i canali laterali destro e sinistro, leggermente più sottili di quello centrale. Partono rispettivamente dalla narice destra e sinistra, salgono verso la sommità della testa e poi curvano per scorrere verso il basso lungo i due lati del canale centrale. Curvano dolcemente verso l’interno e si uniscono al canale centrale in un punto situato circa quattro dita sotto il livello dell’ombelico.

    La visualizzazione del tizzone ardente

    Prendi tutto il tempo di cui hai bisogno per costruire questa visualizzazione con calma. Una volta che è stabile, immagina un tizzone rovente della grandezza di un minuscolo seme all’interno del canale centrale, all’altezza dell’ombelico. Per rendere questa immagine ancora più vivida, immagina di protenderti verso un fuoco, di raccogliere un minuscolo tizzone luminoso e di deporlo nel tuo canale centrale. Una volta lì, senti davvero il suo calore intenso e benefico.

      Ora, per riscaldare ulteriormente questo spazio, contrai dolcemente i muscoli del pavimento pelvico, concentrandoti su quelli interni piuttosto che su quelli esterni, e in questo modo porta l’energia dell’aria dal chakra più basso fino al tizzone.

      In seguito, inspira con delicatezza e pienezza attraverso entrambe le narici. L’aria viaggia dalle narici lungo i canali destro e sinistro fino al punto in cui essi entrano nel canale centrale, appena sotto l’ombelico. L’aria si unisce al calore già presente lì e all’energia portata su dal basso.

      Nel momento in cui termini l’inspirazione, deglutisci subito e spingi dolcemente in basso con il diaframma, così da comprimere con fermezza l’energia fatta scendere dall’alto: a questo punto l’energia dell’aria è completamente racchiusa, compressa dall’alto e dal basso.

      Il ciclo del respiro e l’intensificazione del calore

      Trattieni il respiro per tutto il tempo in cui ti senti a tuo agio, senza forzare. Concentrati completamente sul tizzone nell’area ombelicale, il cui calore cresce e si diffonde grazie all’energia dell’aria compressa.

        Quando senti che è il momento, rilassa i muscoli leggermente tesi ed espira con dolcezza e completezza. Sebbene l’aria fuoriesca attraverso le narici, visualizza che essa risalga lungo il canale centrale, dissolvendovisi. Il calore che si irradia dal tizzone ardente all’ombelico continua a crescere, espandendosi e iniziando a sciogliere i blocchi in corrispondenza di ogni chakra, riscaldando al contempo la concentrazione di energia argentata e beata situata al chakra della corona.

        Ricorda però che il punto focale della tua attenzione rimane sempre il calore del tizzone ardente nella zona dell’ombelico.

        Una volta completata la prima espirazione, tendi di nuovo delicatamente i muscoli inferiori, inspira per la seconda volta, deglutisci e spingi in basso con il diaframma, comprimendo ancora una volta l’aria e intensificando il calore. Trattieni il respiro concentrandoti su questo tepore, quindi espira lasciando risalire l’aria lungo il canale centrale.

        Ripeti l’intero ciclo in modo ritmico per sette volte in totale, lasciando che l’intensità del calore cresca a ogni respiro.

        Beatitudine e rilassamento della mente

        Alla settima espirazione, immagina che il tizzone ora rovente si apra in una fiammata luminosa. Le fiamme guizzano verso l’alto lungo il canale centrale, consumando e purificando completamente l’energia distorta a ogni livello di chakra. Alla corona, il fuoco infine fonde e libera la magnifica energia argentata e beata, la quale scende a cascata lungo il canale purificato, donando una gioia sempre maggiore a ogni chakra che incontra. Infine, quando si ricongiunge con il tizzone ardente al chakra dell’ombelico, avviene una vera e propria esplosione di beatitudine. Questo calore beato si irradia in ogni atomo e cellula del tuo corpo, colmandoti interamente e donando alla tua mente una profonda felicità.

          Riposati in questa sensazione di gioia, senza tensioni né attese, senza aggrappartici o cercarla di analizzare. Rilassati semplicemente e accoglila con gratitudine. Noterai che, per quanto intenso possa essere questo piacere, la tua mente e il tuo corpo rimangono calmi e perfettamente padroni di sé, a differenza dei nostri soliti momenti di piacere fisico in cui la mente si agita e perde il controllo.

          Se la tua mente dovesse distrarsi, vagando verso altri pensieri — il passato o il futuro, cose che desideri o che rifiuti — riporta con delicatezza l’attenzione sul soggetto del pensiero stesso: guarda la mente che percepisce quell’oggetto distratto, osserva il pensatore. Guarda questo spazio interiore finché il pensiero svanisce da solo, e poi torna a immergerti nella sensazione beata.

          Analisi della sensazione

          Una volta raggiunto questo spazio di limpidezza, è prezioso utilizzarlo per comprendere la natura della tua mente. Dopo essere rimasti/e assorbiti/e in questa sensazione per un po’, esaminala riflettendo con gentilezza su ciascuna delle seguenti domande, prendendoti tutto il tempo che desideri:

          Questa sensazione è permanente o impermanente? In che modo? Perché?

          Questa sensazione è di natura beata o di sofferenza? In che modo? Perché?

          Questa sensazione è legata o slegata dal sistema nervoso e dalla mente? In che modo? Perché?

          Questa sensazione esiste in modo autonomo e intrinseco, per conto proprio e senza dipendere da nient’altro, oppure no? In che modo? Perché?

          Osserva ciascun punto da ogni possibile prospettiva, con pazienza.

          Dedica dei meriti

          Concludi la sessione raccogliendo nel cuore i frutti di questo momento e dedica ogni energia positiva e intuizione ottenuta durante la meditazione alla tua rapida illuminazione, per il bene di tutti gli esseri senzienti.

          Tradotto da Seed Syllable Meditation

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