Il cuore del Dharma nella vita quotidiana

Il cuore del Dharma nella vita quotidiana

Indice

Quello che segue è un insegnamento dato da Lama Thubten Yeshe al Nagarjuna Institute di Ibiza, in Spagna, nel 1978. Con estrema chiarezza e sua sua incondibile ironia, esplora i fondamenti del Buddhismo e della pratica interiore, concentrandosi su due pilastri essenziali del Dharma: il karma e la vacuità. Con un tono caldo, pratico e accessibile, lama Yeshe spiega come trasformare la vita quotidiana e superare le afflizioni mentali non attraverso forzature idealistiche, ma mediante un processo graduale, una consapevolezza continua e la capacità di meditare in qualsiasi ambiente e circostanza.

Siete tutti interessati al Dharma e alla meditazione. Ma che cos’è il Dharma e come si medita? In sostanza, il Dharma è qualsiasi cosa faccia placare le nostre afflizioni mentali, i pensieri che ci disturbano; è tutto ciò che ci dona pace interiore e ci libera dalla confusione e dalla sofferenza.

Il Buddhadharma insegna metodi per purificare la mente dalle negatività e sviluppare al massimo il potenziale di cui siamo dotati in quanto esseri umani. Alcuni di questi metodi, come il non nuocere agli altri, il generare compassione e il praticare la generosità, sono condivisi anche da altre tradizioni filosofiche e religiose. Altri, invece, appartengono unicamente al Buddhismo. Due di questi — il karma e la vacuità — costituiscono il cuore del Dharma. Il karma è la legge di causa ed effetto, mentre la vacuità è la natura ultima della realtà, spogliata di qualsiasi falsa concezione.

1. Comprendere il karma

Cominciamo dal karma. Ogni singola azione compiuta attraverso il corpo, la parola o la mente produce inevitabilmente una specifica reazione. Ad esempio, un atteggiamento negativo culminerà di certo in problemi e sofferenza, mentre una mente sana, pulita e limpida porterà sempre felicità. Sappiamo tutti molto bene che quando la nostra mente è piena di confusione, qualsiasi cosa vogliamo dire vien fuori in modo confuso. E’ la dimostrazione del legame evolutivo che esiste tra le azioni e le loro conseguenze.

Di primo acchito questa sembra un’ovvietà, ma se riflettiamo su questo legame non sempre ci appare nella sua evidenza nella vita di tutti i giorni. Quando ci sorprendiamo a dire qualcosa di sciocco o di spiacevole, di solito aggiungiamo: «Oh, non so perché l’ho detto; mi è uscito così senza nemmeno rendermente conto». Ma supporre che non ci sia una ragione specifica per le nostre azioni, anche quelle apparentemente fuori dal nostro controllo, è un errore: non esiste parola che non sia stata pronunciata senza essere motivata da un atteggiamento positivo o negativo.

Comprendere la connessione karmica tra cause ed effetti ci darà l’energia per trasformarci. Ma dobbiamo farlo con pazienza e saggezza. Cambiare il nostro abituale modo di fare non è facile: non è come preparare un caffè solubile, ci vuole tempo! Il cambiamento avviene per gradi perché i vari atteggiamenti negativi e le afflizioni mentali hanno diversi gradi di intensità.

2. Come affrontare le afflizioni mentali

Ogni problema mentale dev’essere affrontato in base alla sua specifica natura, che sia estremamente sottile e profondamente radicata nella nostra coscienza, oppure ben evidente e, per così dire, a portata di mano. Con logica e buon senso, dobbiamo prima concentrarci sulla purificazione delle negatività grossolane e poi tentare di estirpare quelle più profonde e sottili. Rimuovere i difetti più evidenti è qualcosa che possiamo fare adesso, quindi è molto più saggio lavorare su qualcosa su cui possiamo avere successo piuttosto che tendere all’impossibile.

Facciamo un esempio: quando si lava uno straccio sporco, è impossibile rimuovere macchie e odori all’istante. Con il primo lavaggio eliminiamo lo strato più superficiale di sporco, ma è solo dopo averlo lavato e strizzato due o tre volte che le macchie vengono finalmente via. Le afflizioni radice — attaccamento, rabbia e ignoranza — sono le macchie che inquinano la nostra mente e, tra queste, l’ignoranza della realtà è la più ostinata e difficile da rimuovere. Pulire la mente è un processo evolutivo e l’unico modo per garantirci un cambiamento in positivo è lavorare sulle afflizioni grossolane adesso e affrontare quelle più sottili in un secondo momento.

Nel corso della vostra pratica di Dharma non dovete mai forzarvi; al contrario, dovreste cercare di essere a vostro agio e di fare solo ciò che vi è possibile al momento. Se cercherete di spingervi oltre le vostra capacità, potreste causare uno shock all’intero sistema nervoso, producendo così una reazione estremamente negativa; potreste persino rinunciare del tutto a confrontarvi con le vostre afflizioni.

3. Superare la mente dualistica

Essere pragmatici vuol dire anche essere aperti ad adattare la propria pratica alle condizioni esterne. In questa sala di meditazione, ad esempio, siamo seduti insieme, a gambe incrociate su tappeti orientali, circondati da bellissime statue e dipinti dei buddha; il fumo dell’incenso riempie l’aria e le candele ardono sull’altare. E’ facile meditare in un’atmosfera così.

Tuttavia, trovarvi in un altro ambiente, come su un treno o in aereo, non dovrebbe diventare una scusa per abbandonare la pratica. Solo perché non ci sono immagini visibili dei buddha, pensate che il Buddha non sia lì. Quel posto sembra privo di spiritualità e vi sentite come se steste annegando nel saṃsāra.

Questo tipo di insoddisfazione è unclassico esempio di come opera una mente dualistica. Siete riusciti a trovare una giustificazione razionale per evitare di meditare, senza neppure rendervi conto che la bellezza del sentiero graduale verso l’illuminazione sta nel fatto che ci spiega come meditare in qualsiasi contesto: mentre si mangia, si beve, si parla, si viaggia o qualsiasi altra cosa stiamo facendo. Gli ornamenti religiosi sono utili, è ovvio, ma non essenziali per la pratica. A proposito, trovo che il bagno sia un posto eccellente per fare una meditazione tranquilla e indisturbata, lontani dal rumore e dalla confusione. È un buon posto per prendere rifugio.

4. Oltre la meditazione formale

In realtà, è possibile trovare un insegnamento di Dharma in tutto ciò che vediamo: televisione, film, giornali, il vento che soffia, i movimenti dell’oceano o il mutare delle stagioni. Se osserviamo il mondo dal punto di vista del Dharma, possiamo acquisire una profonda comprensione della realtà, inclusi l’impermanenza e la legge di causa ed effetto. «Tutte queste cose stanno cambiando, proprio come me».

Permettendo a tutto ciò che vediamo di ricordarci che la legge di causa ed effetto governa ogni cambiamento, e che ogni trasformazione ha una ragione precisa, arriveremo poco alla volta a comprendere il karma. Smetteremo pensare che le nostre esperienze ci arrivino già pronte, come il caffè solubile.

Una consapevolezza cosciente e sostenuta delle nostre azioni fisiche, verbali e mentali dal momento in cui ci svegliamo fino a quando ci addormentiamo la sera è più profonda e penetrante di un’ora di meditazione formale ogni mattina. E ha perfettamente senso: un’ora di meditazione non è nulla in confronto a un’intera giornata di pratica. E se consideriamo gli enormi benefici derivanti anche da un solo giorno di consapevolezza del karma, possiamo proteggerci dall’apatia e dalla depressione che spesso infettano la nostra pratica.

Non sto dicendo che la meditazione non sia importante, ma che anche se abbiamo difficoltà a praticare la meditazione formale, possiamo comunque praticare il Dharma in modo eccellente. In quel caso, meditare significa vegliare continuamente sulle nostre azioni e coltivare un atteggiamento di amore e gentilezza, piuttosto che di egoismo. Questa è meditazione.

Tradotto da Karma and Emptiness

Shares

Il dono del Dharma

Ci auguriamo che questa lettura ti sia stata di beneficio, utile per approfondire la tua comprensione e la tua pratica del Dharma. Saremo felici se vorrai condividerla con chiunque vorrai. L’Angolo della lettura esiste grazie all’impegno di chi traduce gli insegnamenti e cura gli approfondimenti, e alla generosità di chi legge. Se anche tu hai la possibilità di sostenere il nostro impegno a donare il Dharma e desideri che questi contenuti continuino a essere aggiornati, gratuiti e accessibili a chiunque, puoi fare una donazione. Grazie! 

€

Oppure scrivi tu l'importo che ritieni più adatto

Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni personali

Totale della donazione: €5,00

Carrello