La saggezza dei Kadampa. Istruzioni per scardinare le illusioni mondane

AA.VV., Thupten Jinpa (a cura di)
La saggezza dei Kadampa
Istruzioni per scardinare le illusioni mondane

Traduzione di Carolina Lami
Edizione: brossura, 264 pp.
ISBN 979-12-80233-57-8
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€ 18,50

Nella storia del Buddhismo in Tibet, l’XI e il XII secolo segnano quella straordinaria stagione spirituale nota come la “seconda diffusione” del Buddhadharma.

Al cuore di questo rinnovamento vi sono i maestri Kadampa, discepoli del pandita indiano Atiśa Dīpaṃkaraśrījñāna (982–1054) e del suo erede tibetano Dromtönpa Gyalwai Jungné (1004–1064). Famosi per la loro radicale rinuncia, la profonda umiltà e una condotta morale purissima vissuta spesso in ritiri solitari, i maestri Kadam hanno plasmato la sensibilità etica e contemplativa di tutte le successive tradizioni tibetane.

Curata con autorevolezza filologica da Thupten Jinpa a partire dal monumentale The Book of Kadam (all’interno della prestigiosa collana The Library of Tibetan Classics), questa raccolta rende accessibili al pubblico italiano le istruzioni essenziali che hanno fatto da matrice a due pilastri del Dharma: il sentiero graduale verso il risveglio (lamrim) e l’addestramento mentale (lojong).

Il volume è articolato in due parti complementari e un’appendice

I detti dei maestri Kadam: compilati nel XII secolo dall’erudito Chegom Sherap Dorje (con successivi supplementi ordinati da Ghesce Lhopa), questi celebri “detti sparsi” riuniscono consigli penetranti, aneddoti dissacranti e massime numeriche formulati da giganti spirituali quali Atiśa, Dromtönpa, Gönpawa, Potowa, Chengawa, Phuchungwa, Kharak Gomchung e il singolare bandito-yogi Ben Güngyal.

Il loro stile essenziale e privo di orpelli accademici va dritto al cuore della pratica: smantellare l’egocentrismo, contemplare la fugacità della vita e riconoscere che tutte le apparenze sono prive di esistenza intrinseca.

Una selezione preziosa dai cosiddetti “insegnamenti segreti” contenuti nel Libro dei Kadam. Attraverso i dialoghi tratti dagli Insegnamenti del padre e un vivace racconto di rinascita dagli Insegnamenti del figlio, il testo illustra con ironia e vigore il nesso inseparabile tra la visione della vacuità (śūnyatā) e la grande compassione universale, offrendo strumenti concreti per custodire la parola e la mente nella vita quotidiana.

Completa l’opera una traduzione integrale del testo radice di Atiśa, La ghirlanda di gioielli del bodhisattva (Bodhisattvamanyāvalī), corredata da note di contestualizzazione dottrinale e da un ricco glossario ragionato di termini sanscriti e tibetani.

Temi chiave

  • La custodia delle porte sensoriali: integrare la consapevolezza introspettiva per agire rettamente nel mondo convenzionale.
  • Lo smascheramento delle otto preoccupazioni mondane: come non cadere nella trappola di lodi, guadagni, reputazione e piaceri effimeri, anche sotto le sembianze di una pratica spirituale.
  • La vacuità intessuta di compassione: la bodhicitta (la mente del risveglio) nei suoi due aspetti inscindibili: l’aspirazione convenzionale a liberare ogni essere vivente e la realizzazione ultima della natura non-originata di tutti i fenomeni.
  • La via del vero distacco: le celebri massime Kadam su come trasformare avversità, malattie e critiche nel motore primario della perseveranza gioiosa e della pazienza.
  • “Le due verifiche”, il criterio infallibile del maestro Atiśa: vigilare rigorosamente sulla parola quando ci si trova in mezzo agli altri, e scrutare la mente quando si dimora in solitudine.

A chi si rivolge questo libro

  • A chi studia e pratica il Buddhismo e desidera attingere direttamente alle fonti originarie da cui sono sbocciati i lignaggi Gelug, Kagyü, Sakya e Nyingma.
  • A meditatori che cercano istruzioni concrete, concise e disincantate per rinvigorire la meditazione di calma dimorante e visione profonda.
  • A ricercatori e filosofi interessati alla psicologia contemplativa e alla tradizione dialettica del Mahāyāna indiano e tibetano.
  • A lettori contemporanei desiderosi di una bussola interiore solida ed etica, capace di tagliare alla radice l’ansia e la dispersione della quotidianità.

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