Durante il corso di novembre 2018 al Monastero di Kopan, Lama Zopa Rinpoce ha illustrato come raggiungere l’illuminazione basandosi sul lamrim e ha sottolineato l’importanza di studiarlo. Ha messo ben in chiaro che la mera conoscenza del lamrim non è sufficiente; deve essere applicato nella vita di tutti i giorni. Ecco un estratto di quegli insegnamenti.
Praticate la consapevolezza e i tre aspetti principali del sentiero verso l’illuminazione: la rinuncia, la bodhicitta e la retta visione. Così, tutto ciò che viene fatto con la rinuncia diventa causa di liberazione e non causa di samsara. Qualsiasi azione compiuta con bodhicitta diventa causa di illuminazione. Con la retta visione, ogni azione diventa un rimedio al samsara, un rimedio all’ignoranza, che è la radice di ogni vostra sofferenza, del vostro samsara, la radice di tutte le vostre sofferenze del samsara. Questo ne elimina la radice; è ciò di cui avete bisogno.
Se non vi piace soffrire, dovete impegnarvi per realizzare la vacuità
Se non vi piace la depressione, se non vi piace alcuna sofferenza, nemmeno la diarrea, qualunque cosa non vi piaccia, allora dovete meditare sulla vacuità e, in particolare, impegnarvi a realizzare la vacuità. Studiate la vacuità, tutti gli insegnamenti filosofici estesi, poi il lamrim, l’essenza, gli insegnamenti brevi: sono tutti insegnamenti molto importanti.
Non basta studiare in modo intellettuale, accumulando informazioni come in un registratore o un computer, o semplicemente discuterne per apparire importanti. Dovete mettere in pratica ciò che imparate. Solo attraverso la pratica, ogni azione diventa un antidoto al vostro samsara e all’ignoranza che ne è la radice, eliminando così la fonte di oceani di sofferenza. È un impegno che vale immensamente la pena.
Oltre a liberarvi da innumerevoli sofferenze, con il sostegno della bodhicitta accumulerete meriti incalcolabili. E con la saggezza che realizza la vacuità, potrete eliminare direttamente ogni oscurazione, sia grossolana sia sottile. Così, raggiungerete l’illuminazione per il bene di tutti gli esseri senzienti, liberandoli dalle loro sofferenze e conducendoli alla piena illuminazione.
Se avete problemi – siano essi relazionali, familiari, con il partner, i figli o gli amici – sappiate che l’antidoto per liberarsi dalla sofferenza del samsara è sbarazzarsi dalle afflizioni mentali, dal karma e soprattutto dall’ignoranza che è la radice di tutto. Per questo, meditate sulla vacuità. È ciò di cui avete bisogno. Altrimenti, i vostri problemi non avranno fine.
Affidarsi solo alla psicologia o alla psichiatria non pone fine al ciclo delle rinascite.
I ricoveri ospedalieri e le operazioni chirurgiche diventano un susseguirsi infinito. Questa è la natura del samsara.
Quando sorgono problemi, pensate: “Oh, questo è un segno che sono nel samsara. Ne è la dimostrazione. È la prova che sono intrappolato. Quindi, devo liberarmi dal samsara e, per farlo, dovrei praticare il Dharma.” Questa dovrebbe essere la vostra conclusione.
La conclusione a cui dovete giungere è praticare il lamrim per attualizzare il cuore del Buddhadharma: la rinuncia, la bodhicitta e la retta visione. Questa è la via migliore.
Avrete così qualcosa di estremamente utile da fare per voi stessi e per ogni essere senziente – per ogni essere dell’inferno (e sono innumerevoli), per ogni formica, ogni pesce, ogni pollo, ogni capra, pecora (che mangiamo), per ogni zanzara, ogni piccola formica, piccole mosche, così minuscole ma innumerevoli. Beneficerete tutti, specialmente con bodhicitta, e poi ogni essere umano, ogni essere sura, ogni essere asura, ogni essere dello stato intermedio. E così, invece della depressione, troverete una immensa felicità nella vita, perché saprete cosa fare, saprete cosa dovete fare. Conoscerete il vero significato della vita!






