Noi che manchiamo della saggezza che comprende l’intera vasta moltitudine di metodi della pratica del Dharma e che non comprendiamo nemmeno cosa si intenda con la pratica del sentiero graduale, trascorriamo il nostro tempo nell’ignoranza, spettegolando e meravigliandoci del perché dovremmo avere bisogno di un guru che ci spieghi gli insegnamenti quando ci sono già dei libri che lo fanno.
Tuttavia, per comprendere correttamente il Dharma e per fare delle esperienze valide, le tecniche di meditazione ci devono venire spiegate. Così come è necessario avere un insegnante per apprendere perfino le abilità basilari dell’artigianato, è essenziale avere un maestro che ci alleni sul sentiero per l’Illuminazione. È impossibile ottenere la buddhità senza un guru.
È una concezione errata anche credere che qualsiasi pensiero sia sbagliato, illusorio, che disturbi la meditazione e l’Illuminazione e che dovrebbe perciò essere eliminato. Un’altra credenza errata è che la meditazione analitica sia necessaria solo quando si ascoltano insegnamenti e non durante le sessioni pratiche.
Passare la nostra vita con simili idee in testa è un’orribile perdita di tempo e il più grande ostacolo alla nostra pace e Illuminazione. Se siamo intelligenti, possiamo capire che prenderci cura della nostra mente senza inseguire queste concezioni errate va tutto a nostro vantaggio.
La mente intelligente, che vuole il metodo facile, veloce e perfetto per ottenere l’Illuminazione, seguirà le istruzioni di Maitreya nell’insegnamento Do da gyen:
All’inizio sorge la comprensione derivante dall’ascolto corretto. Poi, dal familiarizzarsi bene con la comprensione corretta sorge la saggezza trascendentale che permette la realizzazione del significato corretto.
Pertanto, non importa quale sia l’argomento o il metodo, dovremmo ascoltare chi possiede esperienza e comprensione corretta. Poi, dovremmo ottenere la piena cognizione del soggetto udito facendo riferimento alle citazioni autentiche e attraverso l’uso della logica. Quando dopo avere ascoltato e verificato l’argomento non abbiamo più dubbi circa la sua veridicità, allora dovremmo familiarizzare la nostra mente con esso. Questa pratica si chiama “meditazione”.
La meditazione buddhista può essere suddivisa in due tipologie: analitica e univoca. È utile addestrarsi in entrambe, ma molte persone — sbagliando — credano che vi sia solo la seconda modalità. Questa credenza somiglia a quella del turista che incontra una persona chiamata “Lama” che è sposata, beve alcolici e fa affari commerciando statue e thangka, e pensa che tutti i lama tibetani siano così.
Il pensiero analitico è estremamente importante nella pratica del Dharma, che sia basata sui sutra o sui tantra, proprio come è necessario nella vita di tutti i giorni, nel lavoro e nella politica mondana. I tre aspetti principali del sentiero — la mente di perfetta rinuncia, la bodhicitta e la visione corretta (shunyata) — si ottengono attraverso la meditazione analitica. È impossibile raggiungere l’Illuminazione senza questi tre. Questo punto è stato dimostrato chiaramente in tutti i trattati filosofici dell’India e del Tibet.
Perciò, se desideriamo realizzare l’intero sentiero graduale, dobbiamo praticare entrambi i tipi di meditazione
La saggezza della meditazione sorge dalla saggezza della riflessione, che a sua volta nasce dalla saggezza dell’ascolto. Pertanto, è importante innanzitutto ascoltare e poi riflettere gli argomenti corretti per la pratica della meditazione. Come hanno detto i preziosi yogi: colui che medita senza avere prima ascoltato è come uno scalatore privo di braccia.
Ascoltare il Dharma è un’attività di immenso beneficio. Usiamo uno specchio per osservare il nostro viso e vedere se ci sono macchie e anche per ammirarne la bellezza una volta che queste sono state rimosse. Il modo corretto di ascoltare gli insegnamenti è simile. Dovremmo usare ciò che ascoltiamo e leggiamo per vedere con chiarezza la nostra immondizia mentale, costituita dalle concezioni errate e dai difetti, in modo da potercene sbarazzare, rendendo la nostra mente pura e libera.
La pratica dell’intero sentiero graduale è costituita da tre suddivisioni in base al nostro livello di comprensione:
- 1. Il sentiero degli esseri di capacità inferiori include il conseguimento preparatorio per comprendere la perfetta rinascita umana, l’impermanenza e la morte, la sofferenza dei t re reami inferiori, il rifugio e il karma.
- 2. Il sentiero degli esseri di capacità intermedie include il conseguimento preparatorio della rinuncia e la piena comprensione della sofferenza samsarica derivante dal meditare i dodici anelli del sorgere dipendente.
- 3. Il sentiero degli esseri di capacità superiori include la via dei sutra: la pratica delle sei perfezioni e lo sviluppo di bodhicitta, del calmo dimorare e della visione speciale sulla base di bodhicitta, oltre al sentiero tantrico.
Tratto da L’addestramento mentale mahayana
L’addestramento mentale mahayana
Lama Zopa Rinpoce
L’addestramento mentale Mahayana
Una guida che conduce rapidamente all’illuminazione
Traduzione della Ven. Ghialten Ciotso (Daniela Brandstetter)
Edizione: brossura, 340 pp.
ISBN 979-12-80233-20-2







