La nobile dhāraṇī “La promessa di Tārā”

La nobile dhāraṇī “La promessa di Tārā”

Indice

La dhāraṇī “La promessa di Tārā” è, come suggerisce il titolo, formulata come una promessa fatta dalla dea. Tārā, il cui nome può essere tradotto come “Liberatrice” o “Salvatrice”, è venerata in diverse comunità buddhiste come una divinità che risponde rapidamente ai bisogni di tutti di fronte ai pericoli mondani e spirituali.

In India, la venerazione di Tārā può essere fatta risalire almeno al VI secolo e, da quel momento, la dea ha acquisito uno status sempre più importante nel pantheon buddhista. Le storie tibetane raccontano che la venerazione e la pratica di questa divinità furono introdotte nel Paese già nel VII secolo tramite una statua in legno di sandalo portata dalla principessa nepalese Bhṛkuṭī come dote per il suo matrimonio con il re tibetano Songtsen Gampo. Mentre alcuni testi dedicati a Tārā furono tradotti nei secoli successivi, si ritiene che il culto non abbia messo salde radici in Tibet fino all’XI secolo, quando fu attivamente promosso da Atīśa.

La dhāraṇī “La promessa di Tārā” può essere divisa in due parti: la dhāraṇī e una dichiarazione dei suoi benefici. La dhāraṇī stessa non fu tradotta in tibetano, ma conservata in sanscrito traslitterato. Il testo tibetano non ha un colophon, quindi i traduttori e i redattori tibetani della dhāraṇī rimangono ignoti.

Quest’opera è catalogata nel Kangyur di Degé come parte di un ciclo di otto testi Kriyātantra (bya rgyud) (Toh 724–731) dedicati alla dea Tārā. La dhāraṇī è conservata anche nella Raccolta di dhāraṇī (gzungs bsdus) di Butön Rinchen Drup (bu ston rin chen grub, 1290–1364), tratta dalle sue Opere Raccolte (gsung ’bum), ed è presente in un breve manuale rituale sanscrito raccolto nella Sādhanamālā e conservato in traduzione tibetana come Le Istruzioni sul Rituale della Beata Āryatārā dall’Essenza del Tantra di Amitābha (Amitābhagarbhatantre bhagavatyārya­tārāyāḥ kalpoddeśaḥ, Toh 3501). Nel colophon della traduzione tibetana si legge che questa dhāraṇī è un estratto dal Supremo Tantra Vajra (rdo rje mchog gi brgyud), mentre secondo il colophon di Toh 3501 e la testimonianza sanscrita nella Sādhanamālā proviene dall’Amitābhagarbha­tantra. Non esistono, tuttavia, testi pervenuti con nessuno di questi titoli.

Il testo

Omaggio alla Nobile Tārā!

Tārā ha proclamato la dhāraṇī “La Promessa di Tārā”:

tad yathā | oṁ tāre tārāyai hūṁ hūṁ hūṁ samaya­sthite bhara bhara sarvābharaṇa­vibhūṣite padme padme mahā­padmāsana­sthite hasa hasa trailokyavarade sarva­deva­dānava­pūjite smarāhi bhagavati tāre smarāhi bhagavatas tathāgatasya purataḥ samayaṃ dhara dhara mahā­sattvāvalokite maṇi­kanaka­vicitrābharaṇe | oṁ vilokāya (inserire nome) bhagavati tāre hrīṁ hrīṁ hrīṁ phaṭ svāhā |

Questo può essere approssimativamente tradotto come:

Oṁ tārā tārāyai hūṁ hūṁ hūṁ, (Tu che sei) salda nel samaya (voto), esaudisci, esaudisci, adornata con tutti gli ornamenti e i gioielli, seduta su un loto, seduta su un grande trono di loto; sorridi, sorridi, protettrice dei tre mondi, venerata da tutti gli dèi e i demoni; ricorda la beata Tārā, ricorda il beato Tathāgata (Buddha), ricorda la tua promessa precedente, mantieni, mantieni, (Tu) compassionevole, adornata con gioielli e oro, oṁ guarda (inserire il proprio nome), beata Tārā, hrīṁ hrīṁ hrīṁ phaṭ svāhā.”

Recitando semplicemente questa dhāraṇī tutti i pericoli saranno eliminati, tutti i successi saranno raggiunti e tutti gli esseri senzienti saranno posti sotto controllo.

L’ottavo o il quindicesimo giorno di luna, fai vaste offerte alla Nobile Tārā e poi recita questa dhāraṇī finché non percepirai Tārā direttamente. Qualunque cosa tu desideri ti sarà data e tutti i doni saranno concessi. Se non ti verranno date queste cose, avrò commesso i cinque atti a retribuzione immediata; altrimenti, ne deriveranno benefici incommensurabili.

Questo è stato estratto da Il Supremo Tantra Vajra.

Si conclude così la nobile dhāraṇī “La Promessa Stessa di Tārā”.

Note

Dhāraṇī (gzungs / dhāraṇī)

Il termine dhāraṇī ha il significato di qualcosa che “tiene” o “conserva”, e in quanto tale può riferirsi alla speciale capacità dei praticanti di memorizzare e richiamare insegnamenti dettagliati. Può anche riferirsi a un’espressione verbale degli insegnamenti – un’invocazione, un mantra o una formula mnemonica che distilla e “conserva” i punti essenziali del Dharma ed è utilizzata dai praticanti per raggiungere obiettivi sia mondani che sovramondani. Lo stesso termine è anche usato per indicare i testi che contengono tali formule.

I cinque atti a retribuzione immediata (mtshams med pa lnga / pañcānantarya)

Atti per i quali si rinascerà all’inferno immediatamente dopo la morte, senza alcuna fase intermedia. Essi sono:

  1. Uccidere il proprio maestro spirituale o padre.
  2. Uccidere la propria madre.
  3. Uccidere un arhat.
  4. Ferire un Buddha con intento malevolo.
  5. Causare uno scisma nel saṅgha (la comunità monastica).

Tradotto da The Dhāraṇī “Tārā’s Own Promise”

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