Redazione

Nalanda Edizioni nasce nel 2019 ed è la casa editrice della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT). Il nostro nome fa immediatamente riferimento all’antica università monastica indiana da cui sono discese tutte le principali tradizioni e un ininterrotto lignaggio di elaborazione filosofica, dottrinale, epistemologica.  Il nostro scopo è realizzare testi che supportino lo studio e la pratica sia di coloro che hanno già gettato le basi della conoscenza e si avviano ad approfondire gli aspetti più complessi del Dharma, sia di coloro che hanno bisogno di formarsi una visione generale del Buddhismo. Operiamo il più possibile in base a criteri di sostenibilità e basso impatto ambientale: stampiamo in Italia; usiamo carte ecologiche, riciclate ove possibile. La nostra distribuzione avviene esclusivamente attraverso i Centri di Dharma e online su questo sito.  Tutto questo è reso possibile grazie all’indispensabile contributo della FPMT e dei suoi Centri e dell’Unione Buddhista Italiana che, attraverso il finanziamento pubblico dell’8 per mille, garantisce una parte della sostenibilità finanziaria della casa editrice.  Nalanda Edizioni non ha scopo di lucro.

Il Grande Quinto

Il Quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gyatso (1617-1682), noto nella storia tibetana come il “Grande Quinto,” è celebre per aver unificato il Tibet nel 1642 dopo una guerra civile. La sua epoca (dal 1642 all’inizio del XVIII secolo) fu cruciale per la formazione dell’identità nazionale tibetana, incentrata sulla figura del Dalai Lama, sul Palazzo del […]

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Dakini, il principio femminile illuminato 

Il concetto di ḍākinī (sanscrito) e il suo equivalente tibetano mkha’ ‘gro ma (Wylie: khandroma), letteralmente tradotto come “Colei che attraversa il cielo”, costituiscono uno degli archetipi più complessi e centrali all’interno del Buddhismo Vajrayana, specialmente nelle tradizioni tibetane e nepalesi. Queste figure divine femminili non possono essere comprese attraverso una singola definizione, poiché il

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La morte: un viaggio attraverso i bardo

La morte nel Buddhismo tibetano non è concepita come un punto finale, ma come un processo di transizione cruciale che offre profonde opportunità di risveglio spirituale e liberazione. A differenza delle concezioni occidentali che spesso vedono la morte come cessazione definitiva, la filosofia buddhista tibetana presenta la morte come un sofisticato viaggio attraverso stati intermedi

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Impermanenza: la legge universale del divenire

Il concetto di impermanenza, o transitorietà, è uno dei pilastri su cui si fondano le grandi tradizioni filosofiche e spirituali dell’umanità. La sua onnipresenza, dal mutare delle stagioni alla caducità della vita, ha sollevato interrogativi esistenziali fondamentali sulla natura stessa della realtà, sulla condizione umana, sulle origini della sofferenza e sul percorso verso la saggezza

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Per chi suona la campana? Un approfondimento sulle cosiddette campane tibetane

Per chi suona la campana?

In Occidente, le cosiddette “campane tibetane” hanno acquisito una notevole popolarità negli ultimi decenni, non solo come strumenti musicali, ma anche come potenti catalizzatori di benessere spirituale e fisico. Si trovano comunemente in studi di yoga, centri benessere e negozi di prodotti esoterici, spesso commercializzate con una narrazione che ne sottolinea le antiche origini e

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La tradizione del sentiero graduale nel Buddhismo tibetano

La tradizione Kadampa (tibetano: bK’a-gdams-pa) rappresenta una delle correnti più significative e influenti nella storia del Buddhismo tibetano. Il nome stesso ne definisce la natura profonda: “Ka” si riferisce agli insegnamenti del Buddha, mentre “dam” indica le istruzioni speciali del grande maestro indiano Atiśa sul Lamrim, ovvero gli stadi del sentiero verso l’illuminazione. Un praticante

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La saggezza della vacuità, fondamento etico e metafisico

Il Bodhicaryāvatāra è uno dei testi fondamentali e più influenti della tradizione buddhista Mahayana. Composto da Śāntideva, un filosofo-monaco indiano dell’VIII del centro monastico di Nālandā, è un poema in dieci capitoli che descrive in modo sistematico il sentiero etico, spirituale e meditativo intrapreso da un bodhisattva, un essere che ha generato la mente dell’illuminazione

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I custodi del mantra segreto: i Ngakpa

Quando si pensa al vasto e variegato paesaggio culturale del Buddhismo tibetano, la prima immagine che viene in mente è quella del monaco in abito coloro zafferano con la testa rasata e una vita è dedicata alla rinuncia e alla disciplina. Tuttavia, questa visione, sebbene centrale, rappresenta solo una delle due principali vie spirituali riconosciute

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Tsa tsa, ponti tangibili tra il praticante e il divino

Gli tsa tsa sono un elemento fondamentale e profondamente simbolico dell’arte e della pratica religiosa nel Buddhismo tibetano. Questi piccoli bassorilievi o statuette, realizzati principalmente in argilla, gesso o terracotta, si ottengono pressando il materiale in stampi specifici, che possono essere in legno, bronzo o metallo. Il termine stesso, tsa tsa, ha origine dal sanscrito,

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