Redazione

Nalanda Edizioni nasce nel 2019 ed è la casa editrice della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT). Il nostro nome fa immediatamente riferimento all’antica università monastica indiana da cui sono discese tutte le principali tradizioni e un ininterrotto lignaggio di elaborazione filosofica, dottrinale, epistemologica.  Il nostro scopo è realizzare testi che supportino lo studio e la pratica sia di coloro che hanno già gettato le basi della conoscenza e si avviano ad approfondire gli aspetti più complessi del Dharma, sia di coloro che hanno bisogno di formarsi una visione generale del Buddhismo. Operiamo il più possibile in base a criteri di sostenibilità e basso impatto ambientale: stampiamo in Italia; usiamo carte ecologiche, riciclate ove possibile. La nostra distribuzione avviene esclusivamente attraverso i Centri di Dharma e online su questo sito.  Tutto questo è reso possibile grazie all’indispensabile contributo della FPMT e dei suoi Centri e dell’Unione Buddhista Italiana che, attraverso il finanziamento pubblico dell’8 per mille, garantisce una parte della sostenibilità finanziaria della casa editrice.  Nalanda Edizioni non ha scopo di lucro.

Introduzione al lam rim

Il termine Lam Rim (ལམ་རིམ།), che letteralmente si traduce dal tibetano come “stadi del sentiero”, è anche conosciuto come byang chub lam gyi rim pa, ovvero “stadi del sentiero verso l’illuminazione”. In sanscrito, è designato come Mārgakrama. Fondamentalmente, il Lam Rim rappresenta una forma testuale e una struttura metodologica all’interno del Buddhismo tibetano che presenta […]

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Lama Yeshe: un faro del Buddhismo tibetano in Occidente

Il 15 maggio 2025 ricorre il novantesimo anniversario della nascita di Lama Thubten Yeshe (1935-1984), una figura di spicco che ha giocato un ruolo fondamentale nell’introduzione e nella fioritura del Buddhismo tibetano nel mondo occidentale.  La sua visione e la sua dedizione hanno portato alla nascita della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT),

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La figura della madre nel Buddhismo tibetano

La figura della madre riveste un’importanza universale, rappresentando in molte culture e religioni la fonte primaria di nutrimento, protezione e amore.  Nel contesto del Buddhismo Tibetano, il concetto di madre acquisisce una specificità e una complessità notevoli, estendendosi oltre il ruolo biologico e familiare per abbracciare metafore spirituali profonde, figure storiche venerate e potenti divinità

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Anātman, ovvero “non-sé”

La parola sanscrita anātman, “non-sé” o “assenza di sé” o, più in generale, “insostanzialità” è il terzo dei “tre marchi” (trilaksanā) dell’esistenza, insieme all’impermanenza (anitya) e alla sofferenza (duḥkha). Questo concetto è una delle intuizioni chiave del Buddha ed è fondamentale per l’analisi buddhista della qualità composta, o composita, (saṃskṛta) dell’esistenza: poiché tutte le cose

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Meditazione sulla vacuità

Meditazione sulla vacuità di Jeffrey Hopkins è un’opera monumentale e fondamentale che esplora il cuore della filosofia buddhista tibetana, in particolare il concetto di śūnyatā o “vacuità”. Pubblicato per la prima volta nel 1983, questo libro è considerato una delle analisi più approfondite e dettagliate sul tema, fornendo sia una traduzione accurata sia un commentario

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Torma: arte e spiritualità in pasta d’orzo

Le torma tibetane sono sculture tradizionali create principalmente da monaci, utilizzando farina d’orzo arrostito (tsampa), burro e altri ingredienti naturali. Vere e proprie opere d’arte non sono semplici elementi decorativi, ma rivestono un significato spirituale profondo all’interno delle pratiche religiose tibetane.  Le loro radici risalgono all’epoca pre-buddhista del Tibet, quando venivano usate nelle pratiche sciamaniche

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Mahasiddha: maestri di saggezza e potere spirituale

I Mahasiddha, termine sanscrito che significa “Grandi Realizzatori”, rappresentano una delle figure più affascinanti e misteriose del panorama spirituale indiano. Mistici, asceti e yogi, grazie alle loro pratiche spirituali avanzate, ottennero le siddhi ovvero poteri soprannaturali oltre all’illuminazione in una sola vita. La loro storia si intreccia con le tradizioni del Buddhismo tantrico e dell’Induismo

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