Lampi di saggezza

Equanimità: trovare la pace nella vita di tutti i giorni

La felicità che desideriamo, la sofferenza che non vogliamo, la felicità che cerchiamo di ottenere, la sofferenza che cerchiamo di evitare o eliminare, tutte provengono dalla mente. Non dalla mente di qualcun altro, ma dalla nostra. Ma come fa a sorgere nella nostra mente la sofferenza quotidiana e indesiderata che cerchiamo di prevenire? Sorge perché […]

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L’arroganza, una delle sei afflizioni radice

Studiando quel laboratorio che è la nostra mente, notiamo che, in momenti diversi, possiamo provare emozioni radicalmente differenti: possiamo essere affettuosi e poco dopo irritati. Alcune emozioni sorgono più facilmente o sono più abituali di altre: la rabbia si scatena in un attimo, la pazienza è difficile da coltivare. Alcune portano pace, altre disturbano la

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La tradizione del sentiero graduale nel Buddhismo tibetano

La tradizione Kadampa (tibetano: bK’a-gdams-pa) rappresenta una delle correnti più significative e influenti nella storia del Buddhismo tibetano. Il nome stesso ne definisce la natura profonda: “Ka” si riferisce agli insegnamenti del Buddha, mentre “dam” indica le istruzioni speciali del grande maestro indiano Atiśa sul Lamrim, ovvero gli stadi del sentiero verso l’illuminazione. Un praticante

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La saggezza della vacuità, fondamento etico e metafisico

Il Bodhicaryāvatāra è uno dei testi fondamentali e più influenti della tradizione buddhista Mahayana. Composto da Śāntideva, un filosofo-monaco indiano dell’VIII del centro monastico di Nālandā, è un poema in dieci capitoli che descrive in modo sistematico il sentiero etico, spirituale e meditativo intrapreso da un bodhisattva, un essere che ha generato la mente dell’illuminazione

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I custodi del mantra segreto: i Ngakpa

Quando si pensa al vasto e variegato paesaggio culturale del Buddhismo tibetano, la prima immagine che viene in mente è quella del monaco in abito coloro zafferano con la testa rasata e una vita è dedicata alla rinuncia e alla disciplina. Tuttavia, questa visione, sebbene centrale, rappresenta solo una delle due principali vie spirituali riconosciute

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Tsa tsa, ponti tangibili tra il praticante e il divino

Gli tsa tsa sono un elemento fondamentale e profondamente simbolico dell’arte e della pratica religiosa nel Buddhismo tibetano. Questi piccoli bassorilievi o statuette, realizzati principalmente in argilla, gesso o terracotta, si ottengono pressando il materiale in stampi specifici, che possono essere in legno, bronzo o metallo. Il termine stesso, tsa tsa, ha origine dal sanscrito,

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La preghiera di Maitreya

La traduzione de Le domande di Maitreya (Maitreya­paripṛcchā), come la maggior parte dei sutra che compongono la collezione Ratnakūṭa, deriva da un originale sanscrito ora perduto, che potrebbe risalire al primo o al II secolo d.C., cioè diversi secoli prima che la collezione stessa fosse compilata. Oltre alla versione del Kangyur tibetano, tradotta nel IX

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